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Il Diario Dell'Antigenesi

FulkANELLI, Il Libro di Rut, Joy As A Toy, Germanotta Youth : Il Diario dell’Antigenesi #13

Questa rubrica vuole essere un diario, una raccolta di pensieri, emozioni e suggerimenti su ciò che ci colpisce dei gruppi emergenti. Demo, EP, first release, MP3, tracce singole, bandcamp, myspace, e-mail. Tutto fa brodo e armonia per riempire queste pagine con nomi di progetti sconosciuti o anomali. Ci piace semplificare il tutto e mettere in collegamento realtà, persone e pensieri. Un percorso anomalo e brutale che non tiene conto delle tradizioni e del giudizio conforme. Come un’abiura della genesi, vogliamo prendere strade evolutive e di pensiero anarchiche e indipendenti, per seguire la nostra ricerca di forme artistiche nuove, che muovono i primi passi nel caos della creatività.
Se volete segnalare il vostro materiale potete mandare una mail a: antigenesi@impattosonoro.it . Vi avvertiamo che tutto ciò che ci arriverà passerà esclusivamente per la scimmietta pesca voti. Siete avvertiti.

A cura di Fabio La Donna.

FulkANELLI – S/t (Lemming Records/Offset/Blinde Proteus, 2012)
Sotto questo nome, dai rimandi alchemici, si celano le menti di Paolo VulKan Mongardi (Jennifer Gentle, ZEUS!, il Genio, Ronin, Fuzz Orchestra) e di Kristian Helio Naldi. Il progetto parte da una base post\avant rock per disperdersi in territori black hole e richiami ritualistici della grey area di fine anni 90. Tre lunghi pezzi che vorticosamente creano delle sonorità sempre più ossessive e avvolgenti. I suoni sono sapientemente miscelati tra di loro e la registrazione è più che buona. Shockanti i pezzi più aggressivi che destabilizzano l’ascoltatore con dei cambi-tempo micidiali. Se ALAMBIkkO è il dipinto di un oceano nero e inesplorato come lo spazio, kOMPASSO è un mix tra fumose atmosfere da locale jazz e indecifrati rituali alchemici. Un suono pungente che penetra nel cervello, disintegrandolo. La soundtrack alternativa a Pi Greco, Il teorema del delirio. L’album, di una bellezza inaspettata, si conclude con INkIOSTRO e le sue delicate atmosfere ambient, che in un attimo scompaiono e lasciano spazio all’anarchica potenza del noise-rock. La Lemming Records continua a produrre dischi innovativi, realizzando inoltre dei packaging sopra le righe. Dinanzi a ciò non posso che gioire.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=JV9qPakD4b4[/youtube]

Il libro di Rut – S/t (Autoproduzione, 2012)
Il libro di Rut è il primo EP di questa band composta da Pierello (batteria, cori), Vittorio (bassi, cori) e Antonio (voce, chitarra). Il gruppo si muove su coordinate emocore\screamo (Fine Before You Came e Suis La Lune) ovvero s’inserisce in una gabbia musicale che in Italia sembra essere tornante trionfante con tutta una nuova leva che sta riscuotendo discreti successi. Coriandoli, la prima traccia, si apre in modo immediato e picchia come un pestacane. Unione e Ritorno, invece, sono più introspettive e articolate, rappresentando la parte più solida della produzione. Il tutto termina con le evoluzioni sonore di Corpi, un degnissimo finale. Il Libro di Rut sono un gruppo che può essere considerato un surrogato di una scena musicale ormai in pieno “revival” oppure la prima tappa di un viaggio verso una propria identità. Rimango in attesa di sentire nuovo materiale e perché no, di vederli dal vivo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=xoim3KGSO9s[/youtube]

Joy As A Toy / Germanotta Youth – Split 10”
Questo split, uscito a fine del 2011 per la Cheap Satanism Records, è uno di quei vinile che ho sentito tantissime volte, dimenticandomi però di spendere qualche parola a riguardo. È ora di recuperare. Agli Joy As A Toy il compito di aprire le danze con una cover di Profondo Rosso, pezzo originale dei Goblin e facente parte della OST dell’omonimo film di Dario Argento. Il pezzo sprizza rock e sinfonie da tutti i pori tanto da far perdere un po’ di suspance a vantaggio della pura potenza. Segue la sporca e graffiante The Monster, davvero sopra le righe e che fa del crazy-rock il suo vezzo di appartenenza tanto da risultare molto superiore alla cover di Profondo Rosso. È il turno dei Germanotta Youth (con Massimo Pupillo degli Zu tra i suoi membri) che spiazzano e incuriosiscono con Wardenclyffe Tower. Una canzone che crea stati di ansia e convulsioni a forza di pompare electro-grind e noise a palate. Coinvolgentissima e con un finale in ascesa. L’EP si conclude con la cover di Halloween, esperimento riuscitissimo visto che riesce a mantenere elementi horror\claustrfobici e tutto il devasto sonoro dei Germanotta. Acquistate o sentite questo 10”, non ne rimarrete delusi. Parola di Michael Myers.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=DkOvrvN9bhI[/youtube]

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