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The Soft Moon – Zeros

2012 - Captured Tracks
dark/wave

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Tracklist

1. It Ends
2. Machines
3. Zeros
4. Insides
5.Remember The Future
6. Crush
7. Die Life
8. Lost Years
9. Want
10. ?bn? ?I

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The Soft Moon nacque a San Francisco nel 2009 come progetto solista di Luis Vasquez, voleva essere espressione e cura del suo animo inquieto e cupissimo. Questo mese torna con un disco che merita l’ascolto.

Zeros è il terzo lavoro del gruppo (uscito, come i precedenti, per Captured Track), dopo l’omonimo The Soft Moon del 2010 e Total Decay, EP uscito l’anno scorso. Il polistrumentista Vasquez da Oakland anche stavolta si immerge completamente nel proprio subconscio, lavorando per sei mesi al buio ma guardando contemporaneamente verso l’esterno.
Vasquez è coerente coi lavori precedenti e Zeros resta un “suo” disco, sebbene numericamente The Soft Moon segni un + 4: Justin Anastasi (basso), Damon Way (sintetizzatori), Ron Robinson (visuals) e Keven Tecon (batteria) si sono aggiunti negli ultimi due anni.
C’è tensione e inquietudine nell’aria.
It Ends apre e chiude, a rovescio, il disco formando un cerchio, come fosse uno zero simbolico. Arriva la cattiva dark-noise Machines che, sfiorando ritmi industrial, ci guida alla title track, meno cupa e dal ritmo più danzereccio. Zeros ci riporta ai Joy Division dell’80, l’ispirazione è quasi citazione nel brano Insides, che nell’attacco omaggia (volontariamente?) Decades e l’album Closer in toto. Suoni 80s per la strumentale Remember The Future, e ancora infuenze ed impulsi Post-Punk, Noise Rock e Dark Wave senza pietà. Die Life, primo singolo estratto, è la traccia più travolgente dell’album: l’imperativo “Die, die, die” non lascia scampo. Lost Years non brilla per originalità e la tribale Want resta volutamente irrisolta, terminando bruscamente su un crescendo di lamenti, prima di arrivare ad una vera fine. ?bn? ?I sigilla perfettamente il cerchio, lo Zero.

Vasquez ha creato The Soft Moon per conoscere se stesso, scavando nella sua interiorità; la profondità della sua musica e della sua ricerca arriva, per proprietà transitiva, all’ascoltatore che si vuole abbandonare e fare coinvolgere da suoni post-apocalittici affannati, ansimanti, urlati e vissuti.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=4t73spJ48YU[/youtube]

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