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A Rainy Day In Bergen – A Rainy Day In Bergen

2012 - AF-Music
rock/alternative

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Tracklist

1.A thousand universes
2.Children on birthday
3.Gotta enjoy
4.Grey haze
5.It has left
6.My way to
7.Not beyond tomorrow
8.Perhaps
9.Struggling for breath
10.Worried about everything

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Li avevamo lasciati con il progetto Underscore e la bellissima sensazione che dava quel particolare modo di interpretare la musica e le sonorità dark. Il progetto A Rainy Day In Bergen vuole essere tale e non lasciare equivoci di sorta su quanto di buono combinato nel progetto precedente, che vedeva un particolare uso della struttura compositiva totalmente privo di chitarre.

“De facto”, diciamoci la verità, gli A Rainy Day In Bergen non propongono nulla di originale se non il particolare concept dello sviluppo delle canzoni, ma restano di discreto interesse quando, a tutta una lunga serie di calcoli tecnici si sovrappongono le singole capacità. Il loro rock pulito e la mancanza del contrappunto ritmico o solista di una sei corde è perfettamente spiegabile e giustificabile nella somma delle canzoni proposte; la voce, lineare e mai sopra le righe del cantante e bassista, Pasquale Aliberti, fa il paio con le divagazioni dei synth e del piano di Carlo Barra e l’accompagnamento ritmico delle percussioni torna utile ad allentare il nodo “classico” mettendo in evidenza la maturità espressiva del terzetto. La coppia di brani d’apertura, A thousand universes e Children on birthday, sono l’esempio chiarificatore di quanto fin qui detto. Esempio che tuttavia non deve trarre in inganno visto che la successiva, Gotta enjoy, rimette in discussione la linearità del lavoro e premia la facilità e l’eclettismo con la quale il gruppo si muove nelle tele più propriamente ritmiche della loro musica. Si vede chiaramente quale possa essere il livello di “innamoramento” del terzetto per il più moderno prog-rock, con nomi di rimando che vengono fin troppo facilmente alla mente, ma che non rendono di certo umiliante un qualsiasi paragone. Di certo c’è che non è affatto semplice dare conto della complessità delle strutture, che vengono continuamente stravolte, da un brano all’altro e che permettono la cavalcata così come il lento trascorrere di un tappeto sonoro, talvolta limpido, talvolta “macchiato” dalla funzionale distorsione della sezione ritmica sviluppata dal basso di Aliberti come in It has left.

A rainy day in Bergen riprende molte cose del vecchio progetto Underscore, l’album omonimo, uscito nei primi mesi del 2012 per la AF-Music, è un lavoro molto compatto e segnato da composizioni di pregevole fattura, la pulizia è il segno distintivo di ogni singolo brano e la bella commistione tra tastiere e parti vocali il suo punto di forza. Non gridiamo al miracolo ma applaudiamo piacevolmente soddisfatti a questo esordio sulla lunga distanza degli A rainy day in Bergen[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=QBoY1M-diSU[/youtube]

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