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Why? – Mumps etc

2012 - Anticon
hip-hop

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Arrivato al quarto album, il progetto Why?, è ormai ben avviato su un territorio di valore. La commistione di caratteri tipicamente hip-hop con una dimensione di livello cantautoriale è una buona cosa se non vuoi farti ripetere fino allo sfinimento che stai facendo cose musicalmente fatte e rifatte.

Non balliamo la polka bevendo champagne da teschi di macachi per questo, siamo solo contenti che un discreto manipolo di musicisti si sia attrezzato piuttosto bene per affrontare questo infinito inverno della musica, questo crepuscolo delle sette note dove, in un’improvvisata gara musicale, una qualsiasi Simona Ventura può permettersi di controbattere ad un Elio mascherato da drag-queen. Ve la immaginate Arisa, o Morgan che, ascoltando Sod in the seed interrompono la performance per chiedere cosa diavolo stiano cantando, reclamando qualcosa di più conosciuto, magari in italiano? Purtroppo riesco ad immaginare fin troppo bene la scena e mortificato me ne torno sul mio player escludendo appieno i controversi accadimenti precedentemente immaginati. Mumps etc è un prodotto da coccolare e da riporre sotto una teca di vetro antiproiettile, pensando che potrà tornare utile alle future generazioni che ben poco lasciano sperare per il futuro della musica. Chissà, magari ascoltando la marcetta funebre che sostiene il brano Danny potrebbero arrivare a capire che i canoni della musica pop o pop rock possono essere rimaneggiati in più modi senza sembrare il risultato dell’insana follia che si è impossessata del cervello del musicista dopo un potente abuso di colla? Passiamo adesso a te, caro Yoni Wolf. Il tuo quarto lavoro per il progetto Why? è un buon lavoro, tredici brani piuttosto compatti che tengono fede a quanto mostrato fin qui negli otto anni di lavoro dopo la fine dei Clouddead. Non è Elephant eyelash o il successivo Alopecia ma rimane comunque un buon lavoro se si pensa all’intelocutorio Eskimo snow e rende giustizia alla genuinità del progetto. In ogni singola canzone del disco si possono leggere chiaramente tutti i riferimenti all’indie puro, al rap e al background hip-hop, più marcatamente, per quanto riguarda l’indie, in brani come Distance o molto più vicini al rap in pieces come Jonathan’s hope.

Lasciando perdere la “leggerezza” delle parti vocali che mostrano qualche debolezza, una sorta di stanchezza che ad un certo punto della carriera colpisce quasi tutti i rapper, anche i più pratici. Senza puntare troppo la lente d’ingrandimento bisogna dare merito al lavoro del gruppo e riconoscergli la padronanza del verbo in un ambito che riuscirebbe da schifo quasi a chiunque altro.

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