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Speciale MEDIMEX – Meraviglioso Modugno, 29 novembre 2012

29 novembre- Meraviglioso Modugno@Teatro Petruzzelli.

Meraviglioso Modugno è uno spettacolo musicale dove abbiamo avuto l’onere di assistere all’avvicendarsi d’artisti alle prese con le canzoni-manifesto di Domenico Modugno.
La serata inizia male. Non andate mai a teatro come accreditati giornalisti. Vi mettono in piccionaia. Per me che soffro di vertigini è stato tremendo, perché non sapevo più che parolacce inventare.
Dopo circa 15 minuti di conati di vomito magistralmente gestiti, si inizia con Noemi con “Nel blu dipinto di Blu” e “Dio come ti amo”, la migliore della serata a dispetto di qualsiasi previsione. Non è mica semplice aprire una serata del genere eh, se contiamo poi che questa canta i pezzi di Vasco Rossi, che fiducia potevamo mai darle?
Pochi applausi, ma concitati per Ginevra di Marco; la gente non sa chi sia, non la degna del rispetto che meriterebbe. Viene, colpisce con una “Malarazza” concisa e se ne va. Mi sono quasi sentita offesa per lei, sentimento avvalorato all’arrivo dei tanto amati cantautori.
Ecco a voi Alessandro Mannarino che ci canta “amara terra mia” e poi, cambia registro con “la donna riccia”. Vi dirò, non è stato neanche troppo male, tutto sommato.
Dente e Brunori SAS allietano il teatro barese con due-duetti che mandano il pubblico in visibilio con “Notte di luna calante” e “Vecchio Frack”.
Che poi visibilio. Perché? Ho bisogno di risposte. Seriamente.
Nota inquietante della serata, Brunori SAS e Dente, prima di iniziare hanno accennato un paio di note di “Stand by me”. Ho avuto paura della vita, ma anche ansia per la morte; alla fine è stato chiesto loro il perché di tale tributo ed hanno annoverato come scusa “eheh, sono uscite nello stesso anno!”.
MAH.
A ‘sto punto potevate buttarvi su “le favole di Franco&Ciccio”, dico io.
Tornando a Mannarino.. è brutto con questo baffo. Non tutti vanno bene per il baffo, c’ha provato pure Raul Bova, che mi è notoriamente un bell’uomo, ma non va. Non funziona. Fattene una ragione Alessa’.
Dente sale sul palco con il suo fedele pass attaccato ai jeans, neanche stesse andando a suonare nel circolo arci di Bologna. Raddrizzati Giuseppe, c’hai un’età, cosa racconterai ai tuoi nipoti?
Arriva la sfavillante Mama Marjas che ci propina questa versione soul di “resta cu mme”. E’ che io le giravolte attorno alle note non le sopporto, soprattutto quando sono irritanti. Sto insinuando che Mama Marjas sia irritante? Sì.
Arriva il momento in cui le mie paure si realizzano: Erica Mou. Dopo una gloriosa (?) partecipazione a Sanremo, ci sfracella attributi genitali vari ed eventuali con live degni dei programmi in onda su Cartoonito alle 20.00. Ci allieta con la rivisitazione di dubbio gusto di “La lontananza”;una nenia mortale infinita, se volete andatevela a cercare su youtube, ma io non le darei manco una visualizzazione, proprio per una questione di principio. La gente poi ha pure apprezzato. Ma veramente? Cioè, ma poi lo stra-abuso del loop station, mi sembrava d’essere tornata negli anni 2000. Tremendo ragazzi.
E se tutto ciò non sembrasse abbastanza, vi dico solo che ad un certo punto Erica Mou e Mama Marjas hanno fatto un duetto di “Selene”. Non dico altro. Andate su youtube a ‘sto giro. Questa guardatela. Sembravo io alla recita di fine anno in 4° elementare e vi assicuro che quella non è stata una bella esperienza. Ero vestita da spagnola, ma sembravo un cotechino a giugno. Immaginate l’imbarazzo.
In mezzo a tutti questi facepalm comunque son passati anche Raiz&Radicanto con “Io, mammeta e tu”; Pacifico con “Pasqualino Maraja” e “Na musica”, ma la cosa più bella è che stanno per arrivare i Negramaro, premio Medimex2012 che ovviamente ci propinano la classica “Meraviglioso”.
Ora vi confesso una cosa, a me qualche pezzo loro piace pure eh, però vi prego, fateli stare zitti.
La serata così termina e tutto ciò che mi resta è un po’ d’amarezza e 5 piani di scale da scendere con tacco 13. La prossima volta converse.

a cura di Eliana Tessuto

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Foto di Natascia Mariano.

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