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The Leeches – Underwater

2012 - Tre Accordi Records
punk/rock/garage

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Tracklist

1. I'm Everything To Me
2. Piranha Boys
3. Serious
4. Feelin' Alright Tonight
5. Down On My Knees
6. Vanilla Coke
7. Stop The Clock
8. Nothing At All
9. Standing On My Tomb
10. My Life
11. Too Hungry To Pray
12. ME-262
13. Into The Storm

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Già dalla prima traccia, “I’m Everything To Me”, mettono in chiaro una cosa: non si scherza con i The Leeches, perché picchiano duro. Non che al secondo punto dell’album si rilassino, o lascino credere che potrebbero rammollirsi, anzi, rimangono sulla cresta per praticamente tutti e tredici i pezzi che compongono il disco.

La scelta di stile è chiara, si rivolgono al punk com’è difficile sentire in Italia. Seguono lo stile in modo meticoloso, con tutti i pregi e i difetti del caso: la batteria non varia particolarmente, per esempio, ma sarebbe impensabile il contrario. Nessun pezzo dura più di tre minuti, anzi, molti sono sotto i due, così come deve essere.
Non è una musica semplice se si è al primo ascolto, ma se si ha un orecchio affine è difficile non apprezzare le chitarre che non si fermano un attimo, se non per dare posto all’immancabile basso che si dimostra capace di tenere la melodia da solo, e la voce un po’ sporca, un po’ roca, un po’ urlata.
I richiami ai gruppi che con questa musica hanno fatto la storia sono espliciti: per citare qualcuno dei più famosi (e recenti), si potrebbe iniziare riconoscendo nell’incipit di “Standing On My Tomb” (e in mille altri punti) i cari NOFX, nei cori a più voci, ovviamente ben presenti, gli indimenticabili PennyWise e in buona parte dei pezzi dedicati a chitarra e basso lo stile senza tempo dei Rancid (e delle varie costole partite da questo progetto).
Questo non vuole sembrare un paragone, assurdo, con i grandi della musica punk; non si sta dicendo che i binari corrono paralleli, ma che perlomeno di incrociano in una moltitudine di punti.
Chiunque sia immerso in questa particolare ripartizione della musica riconoscerà l’impronta dei grandi gruppi internazionali, ottimamente seguita, ripresa e reinterpretata. Chiunque abbia ascoltato, in un passato più o meno recente, della gran musica punk, sparata ovunque in segno di ribellione a cose che non si avevano ancora chiare, non potrà fare a meno di ricordarsi dei bei vecchi tempi.

Per tutti gli altri: mi dispiace per voi.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=-fnQXpSbMm0[/youtube]

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