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Malnàtt – Principia Discordia

2012 - Bakerteam Records
black/metal

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Tracklist

01. Manifesto Nichilista
02. L'Amor Sen Va
03. Il Canto Dell'Odio
04. Iper Pagano
05. Intramezzo Erisiano
06. Nel Dì Dei Morti
07. Don Matteo
08. Ave Discordia
09. Ho Sceso Dandoti Il Braccio
10. Ulver Nostalgia
11. Il Sentiero Dei Nidi Di Ragnarok

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Dopo le affascinanti affabulazioni poetiche del riuscitissimo “La Voce Dei Morti” (2008) i bolognesi Malnàtt erano scomparsi dai radar, line-up sciolta e un silenzio discografico lungo un lustro intero, segno inequivocabile che qualcosa di grosso stava accadendo. Poteva effettivamente essere il capolinea, ma quel qualcosa è invece “Principia Discordia”, quinto tassello di una carriera artistica sempre trasversale e sui generis, che non manca mai di stupire, per originalità, estro e ardimento.

Sono infatti assai lontani, sia cronologicamente che artisticamente, i tempi del folk e del dialetto bolognese (“Perle per Porci”, 2002), e ora il buon Pòrz, forte di una rigenerata ispirazione a comporre, ci propone un’opera tanto solida e compatta quanto ruvida e violenta. Un po’ come se i Malnàtt avessero alzato contemporaneamente al massimo i livelli di tutti i loro strumenti, “Principia Discordia” è un muro di suono nero e arcigno, formato dal bestiale drumming di Lerd e dal riffing di Bigat, tecnico, mutevole, ma sempre tagliente.
Parafrasando il ritornello dell’opener “Manifesto Nichilista”, nulla si crea, qualcosa si ripete, tutto si dissolve nel nulla assoluto, e in questo senso il disco è ricchissimo di riferimenti, palesi e non, all’ampia stagione artistica del black internazionale, come il riff bluesy, stile “Final Hour Of Joy” (Ophthalamia), di “L’Amor Sen Va”, oppure l’autoesplicativa “Ulver Nostalgia”, in un calderone non conservatore, non revivalista, ma certamente memore del fondamentale trait d’union col passato. Anche col proprio, come testimonia il rinnovato connubio poetico, in questa occasione limitato alla già citata “L’Amor Sen Va” (Tarchetti) e alla splendida “Ho Sceso Dandoti Il Braccio” (Montale).
“Principia Discordia” ha ovviamente fisiologici stalli e picchi qualitativi, che ognuno potrà individuare, compatibilmente alle proprie preferenze, ma indubbiamente brani come “Ave Discordia” (un inno nazionale riveduto e corretto in guisa malnetta) rappresentano dei piccoli gioiellini lirici, costruiti musicalmente attorno alla potente voce del leader maximo Pòrz (un “Iper Pagano” che ci offre il suo “Canto Dell’Odio”), ma in grado gestire al meglio anche i frangenti strumentali (“Intramezzo Erisiano”, “Il Sentiero Dei Nidi Di Ragnarok”).

Sperimentazione dalla scorza dura, geometrie nette, futuriste, eppure sensibili ed esposte, che non hanno paura di mostrare tutta l’oscena e contemporaneamente magnifica finitudine dell’essere umano, in uno slancio vitalistico e panteistico che è forse la più sincera traduzione di certo superomismo destrorso, latente (ma neanche più di tanto) nell’universo concettuale dei Malnàtt. Speculazioni filosofiche a parte, “Principia Discordia” è davvero, prima di tutto, un grande album black metal, ispirato, professionale, moderno e davvero degno d’attenzione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=s-DOxevZSzM[/youtube]

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