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Borko – Born To Be Free

2012 - Kimi
pop/indie

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Tracklist

1.Born To Be Free
2.Hold Me Now
3.Abandoned in the Valley of Knives
4.Two Lights
5.Walking Up To Be
6.Bodies
7.The Final Round
8.Yonder
9.Sing To The World

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In principio era Björk. Poi, l’universo musicale islandese iniziò ad espandersi a piccoli passi, tramite i vari Sigur Ròs, Mùm fino ad arrivare a comprendere estese galassie di compagini di talentuosi e particolari musicisti d’ogni sorta, dall’ ambient all’heavy metal, dal pop al post-rock (soprattutto!). In una terra dove col buio e col gelo non si scherza, i laboriosi e tenaci islandesi si tengono attivi ed all’avanguardia a livello culturale e sociale. Ad esempio, il noto festival musicale “Iceland Airwaves”, che si tiene ogni anno nella capitale Reykjavik, mette in mostra questa abbondanza di bands richiamando pubblico da ogni dove. Proprio in questa occasione non è raro imbattersi in bands emergenti finora sconosciute al grande pubblico.

Uno degli artisti in cui potreste imbattervi è senz’altro un ometto barbuto e un po’ picchiatello di nome Björn Kristjánsson, alias Borko. La sua band omonima si è rivelata una bella scoperta, attiva dal 2008 e con due album all’attivo. L’ultimo dei quali, Born To Be Free, è già nei negozi dallo scorso dicembre. Il primo ascolto di questo album già ci comunica molto dell’essenza di questo musicista islandese : melodie pop sognanti influenzate dai succitati Mùm, un tono confidenziale del cantato – a metà tra il fiabesco ed il cantautoriale ed un bell’uso dei fiati nei vari crescendo in Abandoned in the Valley of Kni e in Two Lights. Queste ultime, canzoni tra le migliori del disco, risultano emozionanti e piene di pathos grazie alla voce del buon Borko, evocativo e padrone di uno stile più che riconoscibile. Oltre a queste componenti che possiamo definire più intimiste, Borko sfoggia senza remore anche un volto luminoso e senz’altro “positivo”; basti pensare a The Final Round, oppure alla conclusiva Sing To The World, una sorta di inno che con i suoi sette minuti chiude l’album e ci lascia impressa in corpo una piacevole sensazione d’ottimismo verso il mondo.

A conti fatti, Born To Be Free è un disco gradevolissimo a cui manca forse il classico colpo di genio, ma che può in ogni caso contare su una manciata di buoni pezzi per farsi scoprire ed ascoltare da un pubblico molto vasto. Se siete alla ricerca di novità in campo indie/pop non possiamo fare a meno che consigliarvelo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=gfas7h6esgY[/youtube]

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