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Il Collezionista Di Ossa

The New Noise Compilation, Urbi Et Orbi III : Il Collezionista Di Ossa #21

Camminando nei meandri oscuri dei magazzini di Impatto Sonoro ci siamo imbattuti in molti cadaveri, interessanti resti umani che il tempo ha dimenticato e che abbiamo deciso di riportare alla luce per non lasciare alla polvere tutte queste avvincenti storie. Afflitti dalle nostre turbe ci sentiamo un misto tra The Bone Collector e Karl Denke. Presentarvi direttamente il corpo non sarebbe abbastanza frizzante, pertanto ci siamo imposti che ogni numero di questa rubrica sarà composta da tanti piccole falangi tagliate che vi doneremo come pillole. Starà a voi seguire le tracce al suon di musica e arrivare goduriosamente al corpo del reato.
“Mini-recensioni” di dischi finiti nel dimenticatoio, ristampe di glorie del passato, bootleg, archivi musicali e nuove uscite in formato musicassetta.
Dalla minimal wave all’industrial, passando per gruppi underground est europei, giapponesi e catacombe innominabili.

A cura di Fabio La Donna.

AAVV – The New Noise Compilation (Autoproduzione – 2012)
Tra i compiti di questa rubrica, c’e’ quello di consigliare delle compilation di particolare spessore e di oscura provenienza. Canzoni che si mettono le une vicino le altre e costruiscono fumose atmosfere ambient o devastanti torture rumoristiche. Una compilation che rientra a pieno titolo in questa categoria è quella partorita dalla webzine The New Noise (http://www.thenewnoise.it/noise-compilation-vol-1-2/), un epocale lavoro con trentuno tra le migliori proposte dell’Italia underground. Personalmente apprezzo molto le compilation “estese” come questa, non sono segno di indecisione ma di intelligenza. Siamo nel mondo del free-digital e il formato “disco” è morto, è quindi il tempo di assemblare le canzoni e ascoltarle in base al proprio stato d’animo. È il tempo delle costruzioni lego, dove gli mp3 sono uniti tra di loro in totale libertà. Avendo a disposizione un mezzo di tale potenza, bisogna sfruttare ogni frammento di questa libertà che c’è concessa, in altre parole: do what thou wilt. Elogiata la webzine e la struttura della compilation, parliamo un attimo delle canzoni che sono suddivise in due volumi. Sperimentale e acido il primo mentre il secondo fa mostrare fin da subito i muscoli e una potenza incontrollabile. Tantissimi gli inediti, che fanno automaticamente aumentare il valore della produzione rendendola quasi unica. Nella prima parte si elevano sopra le altre Psed Hriag, lo split glitch tra Franz Rosati e Francesco Saguto che dà luce a un inedito delicato inaspettato e la successiva Winter del minimal-man Andrea Marutti, il boss della Afe Records. Nel secondo volume cito tre tra i gruppi che seguo con più affezione ovvero O, Tons e Rise Above Dead, aggiungendo Insomnia, il compulsivo inedito per merito dei Cancer Spreading. Un fuoco vivido e senza compromessi arde sotto la nostra penisola generando uno spettacolo senza precedenti. Grazie a The New Noise per avercelo ricordato.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=G6SyR1otV20[/youtube]

AAVV – Urbi Et Orbi III (MinimalRome – 2012)
Cade la neve con una danza delicata e fatata. Piccoli frammenti di elettronica che si muovono illuminati da una luce gelida. Glitch e interferenze distolgono lo sguardo sul dettaglio e orientano la vista verso vaste distese lisergiche. Poi una città. Febbrili tensioni wave si uniscono alle industrie che vomitano un fumo laido e nero come il carbone. Infine la strada, i suoi rumori e le persone che si muovono coinvolte in un vasto rituale trance. Questo è il cuore pulsante di Urbi Et Orbi III, doppia compilation prodotta dalla MinimalRome, che occupa un posto fisso sulla mia scrivania. Venti progetti quasi tutti nati in questi anni zero e alcuni di essi piacevolmente prolissi. La raccolta di elegante fattura è particolarmente solida e senza cali qualitativi. Ogni pezzo può essere rappresentato come il dito in una mano: organicamente funzionale e coercitivo con gli altri ma allo stesso tempo unico e singolare. Di questo bagaglio musicale, impossibile non citare alcuni autori come Takeshi e Datasette nel primo disco e Black September che, oltre ad essere la migliore del secondo disco, riesce anche a superare quelle del primo. Questa terza puntata di Urbi Et Orbi si conclude con grande interesse e aspettando il quarto volume continuiamo a volteggiare, lentamente.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=VivSthkJGnk[/youtube]

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