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Esben and the Witch – Wash The Sins Not Only The Face

2013 - Matador
Dark/Goth/Alternative

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Tracklist

1. Iceland Spar
2. Slow Wave
3. When That Head Splits
4. Shimmering
5. Deathwaltz
6. Yellow Wood
7. Despair
8. Putting Down the Pray
9. The Fall of Glorieta Mountain
10. Smashed to Pieces in the Still of the Night

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Arrivare al secondo album senza ripetersi, mantenendo un certo range di stile personale ma senza cadere nel cliché, si sa, è uno dei rischi maggiori. Così come è un cliché parlarne in una recensione. Soprattutto quando il temuto secondo album arriva dopo poco più di un anno dal primo.
Wash the Sins Not Only the Face è il nuovo album di Esben and the Witch, in uscita ufficiale il 21 Gennaio. Ogni brano si imposta -come da loro tradizione- come un crescendo di suoni da leggenda nordica mista a reminiscenza goth/dark/new wave di decenni fa.

Esplode Iceland Spar: annegamento claustrofobico dentro al suono, il fondo, la stasi e poi di nuovo a galleggiare in superficie. When that Head Splits è la dimostrazione dell’apertura della band a sound apprezzabili da un pubblico più vasto, grazie a sonorità meno oscure.
Soprattutto quando Shimmering giunge ai 4 minuti e lascia parlare il volume e le sue onde, sembra di sentirsi ad un loro live ma totalmente isolati e alienati. Deathwaltz è una di quelle canzoni/singolo crepuscolare la cui armonicità e costruzione vocale farebbe l’invidia di un Dave Graham d’annata, se solo fosse donna. I brani a seguire sembrano essere impregnati di rumore che compare su foto analogiche a 3200 ASA. Morbosità e possessitivà in Putting Down the Prey poi nebbia e foreste con The Fall of Glorieta Mountain. Poi, la chiusura con Smashed to Pieces in the Still of the Night, forse la traccia in assoluto più legata al passato dark britannico.
Per quasi 40 minuti, la voce di Rachel Davies si alterna alla pienezza degli strumenti, si intreccia con se stessa e con i suoi stessi riverberi. Apprezzare questo disco di notte è la cosa più desiderabile da fare. Con la testa ovattata da insonnia e sonnolenza il trip parte facile.
I testi sono disarmanti come un dipinto preraffaellita. Vere e proprie poesie uscite fuori da un libro dell’800: parlano d’amore, di ricerca e di perdita, di dolore e di sollievo. Incantesimi snocciolati all’alba, dopo la luna piena, con un eccezionale uso di parole e metrica (di per se non facile per quella che è la lingua inglese).

Se il 2013 è iniziato così, i buoni propositi per l’anno appena iniziato si concluderanno positivamente per tutti. Alla fine Daniel Copeman, Rachel Davies e Thomas Fisher i loro li hanno già portati tutti a termine.

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