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Millenium – Uomini Che Odiano Le Donne, di David Fincher


Scheda

Regia: David Fincher
Anno: 2011
Genere: Thriller/Drammatico Nazione: USA
Durata: 160 min
Cast: Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff

L’atmosfera di una Svezia fredda, nevosa e indifferente è perfettamente trasposta dalla carta alla pellicola in questo film di David Fincher, tratto dalla seguitissima serie libraria firmata Stieg Larsson. Una storia che è vietato definire banalmente giallo o poliziesco; Millennium – Uomini che odiano le donne è infatti molto più di questo: è un incrocio, un incontro, uno scontro di generi, di culture, di pregiudizi, di vite.

Gli elementi di base sono semplici ed efficaci: un inquietante mistero da risolvere, un giornalista con la carriera appena rovinata da una sentenza di tribunale per diffamazione, una ragazza ai margini della società dotata di un’intelligenza fuori dal comune.
L’inaspettato sviluppo di questi pochi elementi portano a un risultato finale di eccellente valore.
Il film si sviluppa fin dall’inizio su due binari paralleli, che si uniranno inevitabilmente: da una parte Mikael Blomkvist attraversa il momento peggiore della sua carriera di giornalista dopo una sentenza e una condanna del tribunale di Stoccolma per diffamazione ai danni di un ricco industriale.
Dall’altra parte Lisbeth Salander, ventiquattrenne dal corpo di bambina confinata ai margini della società, vive nella condizione di persona sotto tutela giudiziaria e nel costante rifiuto di adeguarsi alle regole di una società che non fa il minimo sforzo di accettarla, ma che anzi sembra sempre più determinata ad accanirsi contro di lei.
Si ritroveranno, insieme, a dover affrontare e risolvere il mistero della scomparsa di Harriet Vanger, nipote dell’industriale Henrik Vanger, uomo vecchio e sfinito dall’ossessione di trovare finalmente delle certezze sulla sorte dell’adorata nipote.
Due persone così diverse che si ritroveranno a collaborare per risolvere il rompicapo che lega in maniera incredibilmente articolata tutte le vicende che vediamo susseguirsi sullo schermo. Daniel Craig e Rooney Mara ritraggono così, con precisione e dimestichezza, due caratteri estremamente complessi e profondamente legati, che formano un perfetto contraltare reciproco durante tutto il film.
La regia di Fincher è impeccabile: scarna, senza inutili orpelli, accurata. Seguita e supportata senza sosta da una fotografia fatta di contrasti, momenti di ombra e di luce, ambienti claustrofobici e disordinati e luoghi ampi, puliti e luminosi.
La sceneggiatura guida la storia attraverso una tensione sempre ben calibrata, con rivelazioni e colpi di scena posizionati nei punti giusti, dimostrando, senza possibilità di scampo, che ciò che vediamo in superficie non è mai la reale sostanza delle cose.
Il film infine è accompagnato da una colonna sonora non invadente, perfetta giustapposizione acustica alle immagini della pellicola.
Una menzione d’onore è d’obbligo per i titoli di testa: una allucinata grafica onirica e liquida accompagnata dalla voce di Karen O sull’arrangiamento appositamente creato per l’occasione dell’indimenticabile Immigrant Song dei Led Zeppelin.
Attendiamo con ansia il secondo capitolo.

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