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Speciali

Rose Rovine E Amanti, Fire+Ice, Ballo Delle Castagne, Of The Wand And The Moon: Speciale Neofolk

Quello che oggi chiamiamo neo-folk, è un piccolo miracolo musicale che nasce all’inizio degli anni 80 dalla violenza e dall’irruenza rivoluzionaria della scena punk inglese la quale, dopo il suo collasso, lasciò in molti, un senso di impotenza, desolazione e disillusione.
Gruppi come Death in June, Sol Invictus e Current 93 sono sempre stati la voce del fallimento sociale e spirituale della società moderna, alimentando soprattutto fino all’inizio del nuovo millennio un fuoco che in realtà non si è mai spento.
Questo speciale è un invito a ricordare che la fiamma, seppur flebile, arde ancora.

A cura di Fabio La Donna e Enrico Ivaldi.

Rose Rovine E Amanti – Giorni Di Splendore E Sole (RREA)
Questa rubrica si apre con Giorni Di Splendore E Sole dei Rose Rovine E Amanti. Il progetto portato avanti da Damiano Mercuri è arrivato al settimo long playing (split inclusi), dopo più di dieci anni di attività. Un’evoluzione esponenziale che ha visto i suoni fondersi con diverse correnti: lo-fi, medieval, spoken word, rock, ambient, ecc. Giorni Di Splendore E Sole è la prova del nove che consolida il progetto come tra le più interessanti proposte italiane del genere, proponendo un prodotto sempre più maturo e, cosa raramente presente nel genere, sempre più personale. Da Woyzeck a quest’ultimo, si vedono tutti i frammenti di una vita che si evolve, a volte arretra, ma sicuramente non si arrende. Nulla è statico tutto si crea e si distrugge con la stessa voracità che ci insegna la vita tutti i giorni. È da questi fattori che si percepisce la “sincerità musicale”, ovvero il comparire di quello stretto legame che si crea tra le composizioni dell’artista e le parti più intime della propria esistenza. La voce di Damiano ha un timbro molto caldo e intrigante…spesso sembra essere di fronte a certi cantanti prog-rock del periodo 70-80, dove non pare sfigurare minimamente. Tra le canzoni i pezzi che più emergono sono Rain(seconda traccia che sottolinea a piena forza la bontà della produzione), Versi Scritti Sul Golfo Di Lerici, Holy Mary Protect My Child e la conclusiva title-track che chiude il disco tra applausi di approvazione e gioia. Giorni Di Splendore E Sole è un acquisto obbligatorio che emana soave bellezza e sana forza tranquilla.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=hlJuv6FMJ10[/youtube]

Fire+Ice – Fractured Men (Fremdheit)
Tra i capisaldi del neo-folk mondiale, i Fire+Ice di Ian Read sono sempre stati quelli più legati alla tradizione musicale antica.
Tutti i loro lavori infatti (che si tratti di dischi puramente folk come “Birdking” e “Midwinter Fires” o industriali è più sperimentali come “Runa”) sono caratterizzati da un’atmosfera ancestrale che sa di tempi e culture ormai lontane.
Questo nuovo “Fractured Men”, che rompe un silenzio discografico lungo 12 anni, non fa eccezione e ci regala una raccolta di perle acustiche, delicate e toccanti come sempre.
Anche in questa occasione il buon Ian si è circondato da un numero di ospiti d’eccezione provenienti da tutto l’universo folk; tra quelli di lunga data abbiamo il duo dei Blood Axis (Moyinihan-Lee) che, oltre a firmare la triste “Aelfsiden”, danno il loro contributo come musicisti in tutto l’album, e Douglas P. che presta la sua inconfondibile chitarra in “Caratacus” e nella conclusiva “Fractured Again”.
Le novità arrivano dai brani dal sapore più medievaleggiante scritti con gli Unto Ashes (le stupende “Have You Seen?” e “Jubal and Tubal Cain”), e da quelli scritti in collaborazione con Sonne Hagal.
Come accadde ai tempi di “Erde” di Forseti, anche in questo caso, la sgraziata e imperfetta voce di Read si sposa alla perfezione con le atmosfere mittleuropee di brani come “Treasure House” e le toccanti “Nimm” e “Verloschen” veri picchi dell’intero lavoro.
Ian Read, ci regala quindi in questo 2012 uno dei lavori più belli e curati di tutta la sua intera discografia, nonché una delle uscite folk più belle degli ultimi anni.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=of8VfuUSXd0[/youtube]

Ballo Delle Castagne – Surpassing All Other Kings (Bloodrock Records)
Nel cerchio più esterno dello spettro abbiamo Surpassing All Other Kings del gruppo Ballo Delle Castagne. Uscito sotto Bloodrock Records, farà enorme fatica a uscire dal vostro impianto audio. Questo nuovo lavoro di Vinz Aquarian e Diego Banchero si presenta come un solido contenitore sonoro, dove oscuri artefatti prog rock si miscelano con venature psichedeliche e sapienti passaggi onirici. Se vi piacciono Il Segno Del Comando, non potete fare a meno di sentire Surpassing All Other Kings. Non potete fare altro che amarlo. Si manifesta una naturale piacevolezza giacché ci si trova di fronte ad un disco di una qualità e professionalità rara: un valido libretto e suoni in continuo mutamento che generano un contrasto violento ed erotico. Infine i testi brillantemente funzionali al concept principale… tra i riferimenti e le citazioni oltre alla mitologia mesopotamica e all’epopea di Gilgamesh, sono stati coinvolti i più svariati personaggi: Mozart con Il Faluto Magico, Lovercraft con il ciclo di Cthulhu e i prog-men Ya Ho Wha 13 con Fire in The Sky. Acide e spaziali stanze senza tempo sono le colonne portanti di un ultimo ballo chiamato Surpassing All Other Kings. In trance ci uniamo a questo rituale omaggiando sinceramente il Ballo Delle Castagne.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qEmjNOPz6P8[/youtube]

:Of The Wand And The Moon: – Live At The Lodge Of Imploded Love (Heiorunar Myrkrunar)
Kim Larsen e i suoi :Of The Wand And The Moon: tornano, per lo meno con questo Ep, alle radici folk del loro suono.
Sorta di concerto senza pubblico e registrato completamente al buio, questo “Live At The Lodge” vede infatti come strumentazione solamente due chitarre e una melodica.
Tutt’altra storia, insomma, da come li avevamo lasciati con l’ultimo lavoro, in cui erano completamente esplose le influenze elettriche e quelle psichedeliche (quest’ultime già palesate nel progetto parallelo di Kim “Solanacæ).
I brani (per la maggior parte tratti da “The Lone Descent”) spogliati di molti arrangiamenti originali, acquistano quel fascino ancestrale e arcaico tipico di un certo tipo di neofolk, come ad esempio la sempre stupenda “Immer Vorwarts” e “We Are Dust” che splendono di una luce nuova.
Unico segno dal passato remoto della band è quella “I Crave For You” direttamente da “Nighttime Nightrhymes” .
Trova anche spazio un bellissimo brano inedito “A Cancer Called Love”, abbastanza inusuale e quasi post-punk con il suo basso distorto in primo piano.
Insieme al Cd e al 10″ è incluso anche il Dvd della performance, come già detto interamente girata nell’oscurità, e dall’effetto estremamente soprannaturale.
In definitiva un ottimo disco per chi sente la mancanza dei bei tempi che furono.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=H6Jz05cAAz8[/youtube]

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