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Aidan – The Relation Between Brain And Behaviour

2013 - Red Sound Records
post/metal

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Tracklist

1.Lebanon, 1823
2.No longer gage
3.Left frontal lobe
4.Dr. John Martyn Harlow
5.Pulse 60, and regular
6.Ptosis
7.Lone mountain

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Il progetto Aidan nasce in quel di Padova nel 2011. Un triangolo musicale composto da chitarra, basso e batteria che strizza l’occhio a sonorità del più classico post metal con qualche specifica divagazione nello sludge e, dal punto di vista puramente tecnico, nel drone, visto che a livellare e levigare le sonorità di questo The relation between brain and behaviour c’è un certo James Plotkin, padre putativo prima della band OLD e poi dei Khanate.

L’attitudine del gruppo padovano è puramente post-metal e riesce a sintetizzare in maniera assai riuscita le, non così lunghe, trame sonore dei sette brani del disco. Elementi d’influenza assai vicine al drone si riconoscono e si lasciano apprezzare in brani come Pulse 60, and regular, nel quale riusciamo anche ad assaporare il gusto per l’accompagnamento dell’elettronica, e nella marcia cadenzata di Lone mountain, nella quale sembra quasi di riuscire a percepire un lento ma inesorabile ed inarrestabile spostamento della crosta terrestre. La bellezza dei suoni, soprattutto l’apprezzabile lavoro delle chitarre e della sezione ritmica del basso sono sicuramente da premiare così come è il caso, invece, di muovere qualche critica alla mortificazione di sorta delle percussioni che rappresentano un po’ il tallone di Achille di questo tipo di convergenze musicali; volersi orientare su una vasta gamma di sonorità che siano riconducibili a vari rami, in questo caso del metal, e farlo solamente puntando l’attenzione su chitarra e basso “svilisce” quella che dovrebbe essere invece la perfetta chiusura del cerchio, ovvero il sostegno di un drumming potente. Chiaramente me ne guardo bene dal muovere rimproveri solo al batterista, più che altro tirerei le orecchie a chi ha missato il tutto ricordandogli che quel suono “ovattato”, “ammorbidito” e quasi “siderale” della batteria è assai fastidioso. Detto questo me ne torno buono, buono nella mia tana ad ascoltare questo lavoro davvero godibile che apre la strada ad un progetto meritorio di attenzione che mostra di aver raggiunto un’intesa ottimale facilmente verificabile in brani come Ptosis e Left frontal lobe.

Gli Aidan devono restare sotto la lente di ingrandimento perché producono qualcosa di particolare che, nella realtà di tutti i giorni, è difficile da riscontrare con tale qualità. Un prodotto che merita un voto molto, molto alto.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=1SBs4NTkq7k[/youtube]

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