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Baustelle – Fantasma

2013 - Warner
pop/indie

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Tracklist

1. Fantasma (Titoli di Testa)
2. Nessuno
3. La Morte (Non Esiste Più)
4. Nessuno Muore
5. Diorama
6. Primo Principio di Estinzione
7. Monumentale
8. Il Finale
9. Fantasma (Intervallo)
10. Cristina
11. Il Futuro
12. Secondo Principio di Estinzione
13. Maya Colpisce Ancora
14. L’Orizzonte degli Eventi
15. La Natura
16. Contà l’Inverni
17. L’Estinzione della Razza Umana
18. Radioattività
19. Fantasma (Titoli di Coda)

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A 3 anni circa dal non certo entusiasmante “I mistici dell’Occidente”, ecco nuovamente i Baustelle con questa ultima fatica, un progetto davvero importante ed imponente nella accezione più ampia del termine, dalla produzione alle sonorità e liriche, passando per l’hype che c’era e c’è tuttora attorno a questo nuovo lavoro di Bianconi e soci e non tralasciando nemmeno le dimensioni che i live dovranno necessariamente avere.

Dimenticatevi dunque di Charlie e del suo surf, mettetevi comodi, senza fretta e lasciate “Fantasma” on air per più di qualche ascolto e soprattutto state ben attenti a non esprimere giudizi affrettati, in un senso o nell’altro, prima di essere certi di averlo interamente metabolizzato ed assimilato.
Tale attenzione si rende necessaria visto che questo è un album che certamente dividerà sia per le canoniche motivazioni soggettive, giacché i gusti non sono assiomi matematici ma variano da essere umano ad essere umano, da momento a momento, ecc., sia perché da sempre in Italia quando il chichessia artista raggiunge un certo livello di fama e notorietà smette immediatamente di essere considerato (= apprezzato) “indie” e finisce in quel calderone musicale nazional popolare contenente di tutto e di più. A tutto ciò si aggiunga il fatto che questo in particolare è un lavoro che per come è strutturato e scritto, per come suona, per come rimanda ad altre contesti ed epoche, non può che avere un esito controverso con due fazioni contrapposte in maniera piuttosto netta: chi lo amerà e ne parlerà come di un’opera d’arte e chi, al contrario, storcerà la bocca e ne elencherà con minuziosa dovizia difetti e smagliature.
Ecco, una volta tanto preferisco essere moderato e centrista: “Fantasma” è indiscutibilmente un gran bel disco, arioso, ottimamente scritto ed arrangiato e che ci pone di fronte ad una band che riesce ancora una volta ad apparire impegnata ed allo stesso tempo market – oriented, il tutto senza perdere un dannato filo di credibilità. Ma non è un capolavoro o per lo meno io non lo reputo tale visto che non trovo spunti così innovativi rispetto a ciò che è già stato, sia in casa Baustelle sia presso altre “dimore”: mi pare infatti che Bianconi e compagni non abbiano fatto altro che tornare indietro di qualche anno, in particolare ai tempi di “La moda del lento”, ampliando però i contorni sonori della propria proposta a tal punto da farvi entrare una vera e propria orchestra.
L’approccio resta infatti il medesimo di sempre, raffinato, colto, bohemienne e cinematografico. La vera novità risiede piuttosto nel modo di porsi, (finalmente) meno snob ed elitario rispetto ai precedenti lavori e che li porta a parlare dei propri sentimenti e delle proprie storie in prima persona e con un pessimismo (o realismo) di fondo quasi tangibile e che dona alle liriche una quotidianità ed una schiettezza inedite ed impreviste. Sembra cioè che i Baustelle, arrivati al culmine della propria maturità (anagrafica ed artistica), abbiano trovato la voglia e / o la forza di guardarsi allo specchio, nudi e senza filtri o veli per valutare il proprio cammino, personale e professionale, parlando di passato e futuro ma con lo sguardo costantemente rivolto all’oggi, al presente.

Concludendo, “Fantasma” è un album che conferma la formazione toscana come una delle band più importanti nel panorama italiano e che ora più che mai dà l’impressione di avere davvero (ri)trovato la propria prospettiva artistica, che non sarà rivoluzionaria ma credibile e significativa assolutamente sì.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=K8e10KA4wJk[/youtube]

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