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My Bloody Valentine – MBV

2013 -
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Tracklist

1. She Found Now
2. Only Tomorrow
3. Who Sees You
4. Is This And Yes
5. If I Am
6. New You
7. In Another Way
8. Nothing Is
9. Wonder 2

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22 anni. Tanto è passato dal 1991, quando uscì il capolavoro dei My Bloody Valentine. Io non ero neanche nato. Questo disco, rilasciato a sorpresa a inizio Febbraio, lo aspettavamo dal 2008, quando fu annunciato e successivamente dilazionato sempre più, fino a quando a Dicembre 2012 la band annunciò di avere il master, e l’attesa è diventata fervente per quello che poteva essere il “Chinese Democracy” dell’indie rock.
Fatto sta che non è così. “MBV” è un disco assolutamente ottimo. Diviso in due parti, la prima più legata al sound di “Loveless” e una seconda più sperimentale, questo disco è la conferma che i My Bloody Valentine sono musicisti che dopo tanti anni sono riusciti a produrre un lavoro che è all’altezza dei loro eccelsi precedenti. Il long playing parte con “She found now”, e ci troviamo immersi nell’immenso mare di stratificazioni di feedback e voci eteree che li ha resi famosi; saltano all’orecchio la solita incredibile cura delle armonie vocali e la grande atmosfera intimista che permea tutto il lavoro. Con “Only tomorrow” i quattro irlandesi riportano le coordinate al loro sound classico, con un groove di basso che trascina e le chitarre dissonanti che li hanno resi un monumento per lo shoegaze. Sentire “Who sees you” è come bere un buon vino d’annata: non innova, ma è una suite sontuosa.
E da qui inizia la parte diversa dell’LP: “Is this and yes” è tutta un fluire incessante di synth e sussurri sensuali, una canzone fra le più moderne dell’intero disco. “If I am” riporta in vita il sogno etereo degli anni ’90 con una composizione acida e statica, mentre “New You” ha parti di sintetizzatori abbastanza diverse dal contesto del disco e una parte di basso tesa e groovy come non mai, e colpisce al cuore. “In another way” è decisamente il pezzo più distorto del lotto, che porta gli ascoltatori verso la furia selvaggia di “You made me realise”, ma con un sound complessivamente più moderno. Dopo la strumentale “Nothing Is”, troviamo l’epica traccia finale “Wonder 2”, un tuffo in una nuova prospettiva al caotico feedback che ha sempre accompagnato la band di Kevin Shields.
Un grande e atteso ritorno per un album che sarà quasi sicuramente fra i migliori dell’anno. I titani sono tornati, e fanno piazza pulita delle novità indie che li hanno seguito, spesso molto più fighette e di moda rispetto all’approccio vorticoso e delicato dei My Bloody Valentine, che rimarrà immutato per molto, molto tempo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rBKjhgHGVZs[/youtube]

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