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Il Buio – L’Oceano Quieto

2013 - Autunno Dischi/To Lose La Track
rock/punk/alternative

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Tracklist

1.Parole Alla Polvere
2.Marionette
3.Nel Vento Freddo
4.West
5.Via Dalla Realtà, 7
6.Da Che Parte State
7.Edonè: Il Clochard
8.È Notte Qui
9.Naufraghi E Viandanti
10.Sam

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Tra la moltitudine di first release del 2010, una che riuscì ad erigersi sopra le altre fu sicuramente il disco de Il Buio, in cui veniva raccontato tramite il potere del rock com’era vivere in Italia quando si ha ventisette anni e non si guarda la TV. Con sempre più seguito nel 2012 hanno dato alla luce un 7” e tra le altre cose partecipato con una canzone a Il Coraggio di Essere Suonati, Un Omaggio ai Laghetto. Infine iniziano la lavorazione del nuovo disco L’Oceano Quieto, che esce ufficialmente a marzo 2013 sotto Autunno Dischi e distribuito da To Lose La Track e Audioglobe.

L’Oceano Quieto rappresenta una prova di importante valore per il gruppo, che si deve di nuovo misurare sulla lunga durata e trovare un punto di unione per non fare perdere la bussola della credibilità musicale. Dieci canzoni compongono l’ossatura di un lavoro che mischia il rugoso e sperimentale rock/post-hardcore dei Fugazi alla pazzia di un certo punk-rock che ha trovato molti estimatori nella causa dei Nation of Uysses. Il tutto senza dimenticare richiami allo screamo made in Italy, uno su tutti quello dei The Death Of Anna Karina. Rassicurando i lettori e i fan, qui non si ha un prodotto derivato ma una sincera dimostrazione di disagio verso un mondo sempre più polveroso e invivibile. L’Oceano Quieto si apre con Parole Alla Polvere, inno generazionale di una moltitudine non ascoltata, che urla le proprie parole alla polvere. In questo contesto l’amarezza, in parte la sconfitta, in parte la non-arresa. Il pensiero disperso, sfuggito, perduto, la morte della parola. Il fascino de Il Buio è proprio questo vivere di contrasti e di dolci tensioni che alimentano un’Io attivo ma instabile. Presentare al “pubblico” un lavoro fatto di parole ma allo stesso elargirne la loro morte. Giovani eredi di un Muzio Scevola che, mai stanchi, continuano a sacrificare le loro parole fino a farle diventare polvere. Le successive Marionette e Nel Vento Freddo sono due bombe sonore paragonabili all’aria elettrica che si respira prima dell’arrivo della tempesta, dell’uragano. Ritmi cupi che vengono costantemente infranti da raffiche sonore e urla disgreganti. Nel Vento Freddo, tra l’altro, offre una miscela di musica, emotività e amarezza talmente ben riuscita da diventare la migliore canzone del long playing. Ritorna un po’ di sole, almeno da punto di vista musicale, con le cavalcate punk di West che energicamente aprono la strada al noise più graffiante di Via Dalla Realtà, presa direttamente in prestito dal precedente sette pollici. Riprendere questa traccia è stata una buona idea e anche se più rumorosa e “grezza” delle altre riesce a unirsi perfettamente con il collagene del disco. Relegare ad un “semplice” sette pollici una canzone con i suoi personaggi talmente ben raffigurati da essere teatrale sarebbe stato un delitto, peccato solo non avere inserito pure la cover di Inno Generazionale Di Noi Sfigati. Ho trovato invece un po’ fuori dal coro Da Che Parte State? che abbassa il ritmo del disco e che arrivati a questo punto rischia di fare abbassare di conseguenza l’attenzione dell’ascoltatore. La canzone, per quanto sia ben scritta non ha molto carisma e si perde nel marasma delle canzoni di protesta. L’unica nota positiva è il videoclip abbinato che ridona unicità e la fa salvare in parte grazie al potere della multidisciplinarità artistica. L’ultima parte del lavoro rappresentata da Edonè: Il Clochard, È Notte Qui e Naufraghi E Viandanti ha un fascino inaspettato. Ho voluto raggrupparle e inserirle in un’insieme di natura fiabesca visto che Il Buio trova una qualità inaspettata e assume il fascino descrittivo e misterioso del cantastorie. Non sono più canzoni, non sono più note ma bensì personaggi che prendono vita nei racconti di questi ragazzi. Una bambina dalla terra nera, spettri di attori di Hollywood e viandanti in bici sono solo alcune delle figure che vi faranno compagnia in questa parte finale del disco, in questo emozionante viaggio tra declino, parole perse e cortometraggi ideali ricchi di immagini forti. Infine un tramonto e un falò sulle rive del Lago Michigan, la certezza che tutto finirà e un ultimo ballo al di fuori di ogni frenesia moderna.

L’Oceano Quieto è un puzzle musicale dove la parte emotiva gioca un ruolo fondamentale creando continue tensioni che si sviluppano parallelamente sia sul piano musicale che nelle liriche. Le tensioni vengono create grazie a dei testi raffigurativi e ad una struttura sonora tra il punk, il rock e lo screamo. I ragazzi dietro a Il Buio hanno saputo realizzare un’opera da non lasciarsi sfuggire, raccontando in modo sincero e mai banale i silenzi e i rumori di una generazione che non ha mai trovato i propri spazi.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=d4-vpynmOTw[/youtube]

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