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Syd – See You Downtown

2013 - Etnagigante
electro/pop

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Tracklist

1.Stop to rush
2.I hold you
3.Broken generation
4.How many reasons
5.Every grain
6.Just for a while
7.Frozen
8.Killing depression
9.To the deeper space
10.Trip to Miami
11.Sinner

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In questo caso devo ammettere che sono rimasto un po’ indietro dichiarandomi poco ferrato su una questione fondamentale della musica del nuovo millennio: si può trovare un terreno di accordo tra liriche pop e musica elettronica da rave? Beh, si che si può, se ti chiami James Murphy puoi quasi tutto. Ma mai avrei immaginato di ritrovare lo stesso identico appeal che mi aveva fatto innamorare del progetto LCD Soundsystem in un bravo giovanotto di casa nostra. Perché sotto l’acronimo SYD si nasconde il sicilianissimo e catanesissimo Marco Pettinato, che per non farsi mancare nulla si fa chiamare John Lui, si proprio Lui. See you downtown non è figlio del caso, ma di una gavetta che ha fatto del signor Lui una delle più interessanti proposte del panorama musicale nazionale e che promette di dare una decisa spallata al modo incredibilmente monotono di produrre musica elettronica che ha sempre caratterizzato il lavoro dei dj di casa nostra. Di fatto See you downtown è una ferita aperta dalla quale sgorga fuori sangue nuovo e prezioso, che dovrebbe attrarre tutti gli annoiati, i portabandiera della sperimentazione sonora, coloro che si spendono poco e riempiono discoteche con facilonerie da commerciale quasi pop. Ovviamente non posso azzardarmi troppo a fondo nel paragone perché finirei per sminuire un lavoro così ben fatto che non si limita al bombardamento sotto cassa, anzi, leviga molto il sostegno delle tracce ritmiche a favore di una maggiore incisività dei caratteri sintetici. In quest’ottica si colloca la collaborazione con un paio di nomi “a caso” come Roy Paci e Marco Trentacoste, che danno un contributo più che decisivo nel costruire l’intero lavoro permettendo al ventaglio delle influenze musicali di aprirsi quasi a 360° senza rompersi. L’offerta musica è così ampia che sembra quasi un peccato averla costruita su undici brani, tutti validissimi, che si lasciano ascoltare e che coinvolgono ritmi trance come in To the deeper space e che si dilatano assai oltre, ai limiti del blues, in brani come Frozen. Non è semplice identificare il lavoro di SYD, è un progetto sicuramente valido che mostra quanto tutto sia curato nei particolari, chiarendo forse l’aspetto più importante che si ritraduce nell’ascolto di See you downtown, e cioè che questa è quasi una strada vergine da percorrere, un sentiero semi immacolato che può dare grandi soddisfazioni al panorama musicale nazionale, a costo ovviamente di essere capaci e talentuosi almeno tanto quanto lo è Lui.

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