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Cult Of Luna – Vertikal

2013 - Indie Recordings
post/metal

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Tracklist

1.The One
2.I: The Weapon
3.Vicarious Redemption
4.The Sweep
5.Synchronicity
6.Mute Departure
7.Disharmonia
8.In Awe Of
9.Passing Through
10.The Flow Reversed (Bonus Track)

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Cinque anni sono tanti, ancor più se sono cinque anni di silenzio discografico di una band come i Cult of Luna.
Il collettivo di Umeå infatti aveva fatto perdere le proprie tracce subito dopo la pubblicazione di “Eviga Riket”, audio-libro basato sul concept del difficile e affascinante “Eternal Kingdom”, dando vita allo spettro di un’attesa infinita (e stressante) degna dei migliori Tool.

Questo nuovo capitolo in studio ha come base tematica il capolavoro espressionista dell’austriaco Fritz Lang, “Metropolis”, le cui influenze sono palesi sia dal punto di vista visivo (artwork, foto promozionali, ecc), che da quello prettamente musicale.
Il grigio, con tutte le sue sfumature, sembra infatti essere il colore principale di questo lavoro, così come quell’alone malinconico, meccanico e freddo che aleggia nei sessanta minuti di “Vertikal”, il cui titolo stesso é il simbolo della metropoli espressionista di Lang.
Musicalmente il disco sembra rappresentare, almeno inizialmente, la diretta evoluzione del suono di “Eternal Kingdom”; ad un ascolto più attento ci si rende conto che qualcosa è mutato, a partire dalla struttura dell’album, che vede raccogliersi nella sua parte centrale i due brani più particolari, alternati da brevi intermezzi.
Il primo, “Synchronicity”, rappresenta forse la canzone più fredda e industriale mai scritta dagli svedesi, con le sue dissonanze chitarristiche e il suo incedere ripetitivo, spesso meccanico e robotico.
I nove minuti della stupenda “Mute Departure” evidenziano invece come l’elettronica sia diventata una componente importantissima nell’economia del sound della band.
Tutto è un continuo saliscendi di tensioni emotive diverse, che culmina nel pesantissimo e soffocante finale, il vero climax del brano, che mi ha ricordato i momenti migliori di “Salvation”.
La già conosciuta “I: The Weapon” con cui si apre “Vertikal” è un brano perfetto nella sua struttura mutevole ma mai dispersiva e rappresenta probabilmente il momento più alto insieme a “In Awe Of” che rielabora, nei suoi dieci minuti scarsi, le atmosfere dei brani precedenti impregnandole di un senso di disperazione ed emotività difficilmente eguagliabile.
Un discorso a parte va fatto per “Vicarious Redemption”, vera e propria suite di quasi venti minuti posta stranamente come secondo brano.
La sua struttura si snoda in maniera quasi narrativa, partendo da una introduzione dal sapore ambient piena di tensione, che cresce progressivamente fino a sfociare in una violento e torrenziale accumularsi di (dis)torsioni emotive.
Probabilmente non siamo ai livelli dell’accoppiata “Dim”-”Dark City, Dead Men” o di “Ghost Trail” (con cui ha in comune soprattutto l’atmosfera generale e un certo gusto negli assoli) e a volte sembra che il gruppo si voglia dilungare un po’ troppo su certe parti, ma il brano rimane interessantissimo e avvolgente.
Epilogo (perfetto) del disco la toccante “Passing Through”, fatta di sole chitarre e voce.

Ottimo ritorno quindi per gli otto svedesi che, anche grazie ad un suono mostruoso e perfetto, riescono come sempre a regalarci un disco al di sopra della media. Visto lo stato di stanca che in questi ultimi periodi affligge questo tipo di suoni è un traguardo non da poco.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=10n7cJyRdZE[/youtube]

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