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The Washing Machine – BigMuff Supersolo Ufo

2013 - Dreamingorilla Records
rock/alternative

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Tracklist

1. Per il mio nome
2. Campionessa
3. Big Youth
4. Il Diluvio
5. Piggy Alive Misheard Tunes
6. La filastrocca di Annaviola
7. Contronatura (c.s.a.)
8. Prospettive esistenziali per la gioventù cadetta pt. I
9. Prospettive esistenziali per la gioventù cadetta pt. II
10. Blackout Radio

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The Washing Machine, 3-piece band savonese, dà alla luce il primo lp BigMuff Supersolo Ufo. Si parla di un album che stupisce per l’onestà del sound e che presenta una chiara quanto forte dicotomia tra alternative e rock pop.
Con la presenza di citazioni (dai derivati del Seattle sound all’alternative italico, dal post rock passando per l’indie britannico) e coi piedi ben piantati nel presente, il lavoro non tradisce né aspettative né origini musicali della band: i dieci brani rimandano ai trascorsi tre decenni di musica, mantenendo la caratteristica di far cogliere all’ascoltatore tutte le influenze senza mai scadere nel banale ma, anzi, mostrando grande personalità.

Dunque, feedback d’apertura e inizio col botto con Per il mio nome, istantanea del percorso che il progetto Washing Machine ha ufficialmente intrapreso.
È interessante come tutti i riff (già a partire dal primo brano) suggeriscano il motivo per cui i tre abbiano scelto questo nome: stacchi e attacchi adrenalinici, ritmi che macinano e si susseguono centrifughi.
La conferma di ciò si ha con Campionessa, primo singolo dai bassi vibranti e dal ritornello virale. Big Youth è, invece, la demarcazione di un territorio fino a questo momento quasi inesplorato dai Washing Machine, su cui, però, piantano senza problemi una bandiera post-conquista.
Il Diluvio è l’unica track ripescata dall’ep del 2010: potenziata e rinforzata. Colpisce nel segno. Un discorso a parte meritano le tracce Piggy Alive Misheard Tunes, La filastrocca di Annaviola, Prospettive esistenziali per la gioventù cadetta pt I e pt II (originariamente nati come un unico brano) sono canzoni diverse tra loro ma sempre metaforicamente coese all’interno di un contenitore in cui si tira in ballo un altro binomio fondamentale: la convivenza tra noise perforante e melodia. Tornando indietro, Contronatura è l’esplosione per eccellenza. Già dopo i primi 10 secondi si capisce come non abbia bisogno di ulteriori presentazioni. Blackout Radio è il brano di chiusura dal grande potenziale – con gli ultimi due minuti dal giro di basso da epicentro sismico – seguito da una ghost track che, con grande sorpresa, parte esattamente a 13 minuti e 51 (Endless Nameless vi dice qualcosa?).

I brani risultano tutti ben bilanciati nella composizione, il sincero sound di ogni singolo strumento è tanto curato quanto, allo stesso tempo, granulosamente vintage e crispy; i testi – biografia della generazione attuale in cui è facile rispecchiarsi – restano in testa e, sia in italiano che in inglese, portano perfettamente a termine il loro dovere senza mai peccare di presunzione.
Quella “città che neanche il mare può cambiare più” adesso va nella direzione dei Washing Machine che intascano, senza difficoltà, un’ottima prova. Sicuramente da podio.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=A_1KEz8m7bA[/youtube]

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