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Suuns – Images Du Futur

2013 - Secretly Canadian
art/rock

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Tracklist

1. Powers of Ten
2. 2020
3. Minor Work
4. Mirror Mirror
5. Edie's Dream
6. Sunspot
7. Bambi
8. Holocene City
9. Images Du Futur
10. Music Won't Save You

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Images du Futur non è solo il titolo del nuovo album dei Suuns, ma una precisa dichiarazione di intenti da parte del quartetto di Montreal.

Superare in potenza il grande Zeroes QC, uscito nel 2010 sempre per Secretly Canadian, era piuttosto difficile ma il nuovo disco è maledettamente bello.
Dieci tracce di rock introverso che dimostrano come per i Suuns non esita una formula fissa per creare una canzone; ogni minuto rivela una nuova, inaspettata tonalità di suono.
L’aggressività insita nello psichedelico album precedente, qui cede il passo al sogno, a placide ed inquietanti visioni. Avvincente fin dalle prima traccia Power to Ten, niente sembra reale nell’intrigante penombra che pervade Images du Futur.
I Suuns riescono ad arrivare ad una splendida mediazione tra un rock fatto di giri di chitarra e basso, come vuole la tradizione, e un suono più sperimentale. Mutare la forma senza perdere il senso di tensione e disagio è ciò che rende grande questo disco.
L’uso efficace della ripetizione di ritmo, di suono e di parola, tra musica elettronica e melodie più lente, intorpidisce deliziosamente le emozioni percepite, arrivando a momenti di purissima bellezza: l’intro di Edie’s Dream ne è l’esempio più evidente. Primo singolo estratto da Images du Futur, la canzone è l’immagine raffinata di un’ingannevole e cullante tensione.
Ben Shemie sussurra parole viscerali mentre Joe Yarmush crea effetti sonori tra tortura e tremolio, facendo piangere la sua chitarra; Max Henry accompagna al basso una tastiera sempre in synth mood, e Liam O’Neill intreccia una trama preziosa di battiti sincopati. Accordi perfetti.
Il buon Joe Yarmush dà il meglio di sé in 2020, una delle tracce più interessanti del disco, che arriva come una vera bomba.
La canzone Bambi è fatta di melodie, accordi e voci sovrapposte l’uno sull’altro, come mattoni che creano un coinvolgente wall of noise.
In Holocene City, la traccia più tradizionale dell’album, Shemie annuncia “These days are hot and cold, they’re making me believe in ideas”: suona senza dubbio come una minaccia.
Si arriva allora al drammatico epilogo, Music Won’t Save You: “Try as you might, sing the same old song, your music won’t save you”. Ogni strofa è scandita da scoppi di risa senza allegria. Sardonico.

Un rock intelligente, in equilibrio perenne tra potenza e moderazione: i Suuns dipingono un quadro seducente e desolante del nostro domani.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rQbjE6mVgms[/youtube]

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