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THE DARKNESS – Alcatraz, Milano, 11 marzo 2013

darkness

Li avevamo visti in tutto il loro splendore al Gods of Metal, il loro nuovo album era da poco uscito e loro si erano da poco rimessi assieme. The Darkness, coloro che hanno cambiato l’hard rock contemporaneo, sono tornati a Milano questa volta con un concerto da headliner all’Alcatraz.
Alle 21.30 tutto l’ambiente è in attesa che Justin e compagni tornino finalmente a scaldare l’animo rockettaro degli italiani.
Il primo pezzo è Every Inch Of You: avendo seguito molti concerti rock, a partire dagli ACDC finendo con Slash, posso assicurarvi che non avevamo mai assistito a momenti simili, essendo io amante della prima fila, anche questa volta ho voluto godermi lo show in tale posizione, ma assicuro a chi sta leggendo questo reportage che scene simili si sono viste solo nei veri locali Rock di Los Angeles . Il pubblico è letteralmente impazzito e per rendere tutto più “devastante” i Darkness hanno successivamente eseguito Black Shuck.
Sul palco musica, energia e forza si miscelano e creano un incantesimo rock che folgorerebbe anche il più ostinato dei bimbiminchia. Sicuramente il frontman è la ciliegina sulla torta, forse una delle poche rockstar del ventunesimo secolo, ma nulla sarebbe così eccezionale senza i riff di Daniel, le ritmiche di Ed e il basso perforante di Frankie.
A metà concerto giunge il momento di una delle loro hit per eccellenza One way ticket to hell, ormai si è entrati in un vortice rock, un tunnel dal quale non speri di uscire, la colonna sonora di questo viaggio rock è composta dai vari brani della band: Get Your Hands Off My Woman, Love Is Only a Feeling, Friday Night, Street Spirit (Fade Out) (Radiohead cover), I Believe in a Thing Called Love giusto per citarne alcune, il tutto condito da una presenza scenica da band degli anni 70/80 e Justin non disdegna di mettere in risalto la sua voce straordinaria che il pubblico apprezza in maniera eccezionale.
Dopo la breve pausa eccoli ritornare a infiammare nuovamente lo stage, è No Woman a riaccendere la miccia per far esplodere il pubblico, successivamente Justin si concede anche un viaggetto in mezzo al pubblico suonando Hazel Eyes. Questo Rock’n’roll show sta per finire sulle note di Love on the Rocks With No Ice.
Tirando le conclusioni: i The Darkness spesso vengono etichettati come una band commerciale che finge di far rock; devo ammettere che l’11 marzo non ho visto proprio nessuno fingere di suonare anzi, posso azzardare dicendo che ho potuto vedere finalmente una band contemporanea riuscire a mantenere standard musicali degni di gruppi che hanno fatto la storia di questo genere.
Ho inoltre potuto conoscere i componenti della band e oltre ad essere degli ottimi musicisti sono anche delle ottime persone, disponibili verso i loro fans.

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