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Manee, Taake, Mysticum: Speciale BLACK METAL (perchè sì)

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Se vi state chiedendo il perchè di uno speciale black metal sappiate che la risposta sarà “perchè sì” e “perchè c’è sempre spazio e tempo per un po’ di sano black metal”, il tutto condito da espressioni poco rispettose del divino, che non riportiamo in questa sede per ovvi motivi.
Qui sotto vi presentiamo 3 tra le migliori uscite nel panorama black nell’anno ancora in corso.

A cura di Enrico Ivaldi.

Manii – Kollaps (Avantgarde Music)
maniikollapsRitorno a sorpresa del duo Cernunnus/Sargatanas che, dopo aver chiuso l’esperienza con i Manes , tornano con il nome di Manii alle radici del proprio suono.
Dopo le parentesi avanguardistiche di “How The World Came To An End” e soprattutto “Vilosophe”, che avevano spinto i norvegesi verso lidi sonori inaspettati, questo “Kollaps” riprende in parte le cupe e malinconiche atmosfere del debutto “Under Ein Blodraud Maane”, seppur con le dovute differenze.
Atmosfere plumbee, ritmi lentissimi e andamento ipnotico e ripetitivo, sono le caratteristiche principali di questo disco che, pur mantenendo alta la personalità dei musicisti coinvolti, si avvicina spesso e volentieri ad un certo funeral-black tipico di band come Xasthur.
Molto curate sono soprattuto le parti di tastiera, dall’appeal quasi horror e mai pesanti e pacchiane (e qui si sente tutta l’esperienza acquisita negli anni).
Più che un album, “Kollaps” sembra un unico brano suddiviso in movimenti (tutti i brani sono collegati l’uno con l’altro senza pause); l’ascolto totale lo rende infatti una esperienza completa e permette di mettere ancor più a fuoco la dinamica dei brani.
La produzione poi, curata ma volutamente grezza e spigolosa, trasmette molto bene quel senso di tristezza e glacialità che traspare dalle varie canzoni.
Tra gli episodi migliori abbiamo “Skoddeim”, traccia di apertura a metà tra atmosfere doom e i Darkthrone di “Hate Them”, “Likfugl Flaskar”, “Ein Beingrind I Dans” e soprattutto la emozionante “Kaldt” (sorretta da una melodia stupenda e toccante) in cui lo spettro del gruppo di Malefic esce allo scoperto.
Le velocità si alzano (si fa per dire) con “Endelaus”, mentre “Avvgruns Djuvv” conclude questo lavoro tingendo di nero i Katatonia di “Brave Murder Day”.
Rappresenta una doppia sorpresa questo debut dei Manii che, dopo aver rappresentato insieme ai Solefald e agli Ulver la frangia di musicisti più ambiziosa e coraggiosa, ritornano sulla scena musicale e, nel farlo, riabbracciano il loro primo amore.
Il consiglio è quello di non perderli assolutamente.

Taake – Gravkamre, Krone og Tronen (Karisma Records)
361948Tempo di raccolte per il gruppo di Bergen che festeggia i 20 anni di carriera con un doppio cd che rende disponibile praticamente tutto il materiale non presente nei lavori in studio.
Abbiamo così nel primo disco, oltre a un paio di inediti in linea con l’ultimo “Noregs Vaapen”, l’ep “Kveld” ormai fuori stampa e una serie di interessanti cover tratte dalle edizioni in vinile degli ultimi tre album (Emperor, Burzum e addirittura GG Allin, a dimostrare come l’attitudine punk della band in sede live non sia un caso).
Nel secondo cd invece sono presenti alcune tracce meno recenti come gli ep “Nekro”, il live “Svartekunst”, e gli split con Amok, Gigantomachy e Vidsyn che rappresentano il lato più raw e meno conosciuto dei Taake.
Ultima chicca, la versione unmastered di “Nattestid I” che dimostra ancora una volta la grandezza di quel disco, ahimè mai più eguagliato.
Una raccolta interessante e ben compilata, dedicata principalmente ai fan e ai completisti.

Mysticum – In The Streams Of Inferno (Peaceville)
Mysticum-In_The_Streams_Of_Inferno-Remastered_CD-2013-211La sempre attiva ed attenta Peaceville in questi ultimi anni ha riportato alla luce, per nostra fortuna, molti album spesso dimenticati (oltre infatti ai molti titoli del catalogo Moonfog, ricordiamo la riscoperta di lavori usciti sotto la nostra Avantgarde come il capolavoro “For Kunsten Maa Vi Evig Vike” dei norvegesi Kvist).
Tocca ora alla riedizione, corredata addirittura di un Dvd con rarissime riprese live, dell’unico album dei redivivi Mysticum, uno dei più importanti degli anni novanta in campo estremo e che dovrebbe vedere quest’anno un successore.
Primo esempio di Industrial-black, questo diamante nero e freddo rappresenta un disco unico che ha fatto scuola.
Gente come gli ultimi Dødheimsgard, Aborym, Diabolicum o Anaal Nathrakh infatti deve gran parte del proprio suono a questo “In The Streams Of Inferno”.
Un disco dove la veemenza fredda e glaciale delle chitarre si sposa alla perfezione con i ritmi sintetici e industriali creati dalle drum-machine e dai synth.
Niente più foreste, neve o montagne quindi, quello che esce da questo lavoro è solamente la fotografia di un disastro industriale; in questo è assolutamente azzeccata l’idea di un nuovo artwork molto piu coerente con il concept del disco stesso.
Dai ritmi marziali di “The Rest” e “Crypt Of Fear” passando per il black venato di ruggine di “Where The Raven Flies”, “Wintermass” e “In Your Grave” fino ad arrivare a schegge impazzite come “Kingdome Come” (uno dei brani piu belli del gruppo) è tutto un susseguirsi di martellanti scorie radioattive e vocals deliranti di sofferenza.
Completano il tutto due bonus tracks e una nuova scintillante rimasterizzazione che rende il suono ancora più compatto e micidiale.
Ovviamente l’ascolto è d’obbligo come inutile è dirvi di fare vostro questo pezzo di storia.

Con somma devozione vi lasciamo alla recensione di “The Underground Resistance”, ultimo album dei Darktrhone: http://www.impattosonoro.it/2013/04/10/recensioni/darkthrone-the-underground-resistance/

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