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Luminal – Amatoriale Italia

2013 - Le Narcisse
post/punk/indie

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Tracklist

1. Donne (du, du, du)
2. Una Casa in campagna
3. Blues maiuscolo del maniaco su Facebook
4. Stella era una ballerina e stava sempre giù
5. Carlo vs il giovane Hipster
6. Lele Mora
7. Dio ha ancora molto in Serbia per me
8. Giovane musicista italiano, vecchio italiano
9. Una discografia di Cohen
10. Essere qualcun altro
11. C'e' vita oltre Rockit
12. Canzone per Antonio Masa
13. Grande madre Russia
14. Il lavoro rende schiavi
15. L'aquila reale

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A cercare di passare per irriverenti e provocatori si corre il grossissimo rischio di finire per mostrare tutti i propri limiti. Di esempi in tal senso il panorama italiano ne è pieno zeppo, e non serve andare nemmeno troppo in là nel tempo per trovare chi, nel tentativo di stupire oltre ogni limite, ha mostrato uno spessore artistico dalle dimensioni a dir poco imbarazzanti (N.d.a.: ♫ Non mi riferisco per forza ai Management del dolore post-operatorio ma i Management del dolore post-operatorio sono un ottimo esempio. ♫ ).

I Luminal sono un’altra cosa: sanno colpire non solo con la luminosa scorrettezza dei testi – una fotografia impietosa della bassezza di certa scena – e con l’incedere nevrotico di un sound a metà tra una furbesca progettualità indie-rock e un’onesta urgenza post-punk. “Amatoriale Italia” è la ri-presa di coscienza forte e sincera nei confronti della pornografia patinata e servilista che caratterizza e falsifica ogni sistema intellettuale, in una sorta di apocalisse culturale in cui qualunque cosa, nel nostro paese, è posticcia e degradante. C’è spazio per tutto e tutti, da Lele Mora al disagio consumista post-guerra fredda, dal successo privo di spessore sui social al degrado lancinante di certe figure tutte al femminile, da RockIt ai talent show, entrambi sogno, e neanche troppo diverso, di chi vive, suona e sogna in provincia.

Uno scenario annichilito e annichilente, un oceano di merda in cui i Luminal si immergono fino alla gola, ora sporcandosi di prediche inevitabilmente qualunquiste, ora regalando sprazzi di speranza che sembrano voler dire che nonostante tutto c’è ancora vita: c’è vita oltre i circuiti omologati delle nuove generazioni, c’è vita oltre le patetiche contraddizioni dell’universo culturale italiano, c’è vita oltre RockIt.

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