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TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD – Circolo degli Artisti, Roma, 7 maggio 2013

TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD . 02

Foto di Carlo Alberto Riolo

Ma dove ti ho già incontrato un giorno mi chiederai. Forse era per ‘La Strada’ di Fellini! Nel 2000 Blixa Bargeld canta di Zampanò in ‘Silence Is Sexy’, intingendo la dolce vita italiana in un sapore industrial, proprio come con gli ‘Scampi Alla Carlina’ del 1998 (quelli serviti poi nell’antologico ‘Strategies Against Architecture III’). Un tributo all’Italia che, se si manifesta esplicitamente nel 2007 con il brano ‘Let’s Do It A Dada’, è insito negli Einstürzende Neubauten sin dai tempi di ‘Kollaps’.
È inutile sottolineare il debito di questa formazione nei confronti delle teorie di Luigi Russolo, un legame eternamente impresso nelle note e nel video di ‘Blume’. Le recenti collaborazioni di BB con Alva Noto e Teho Teardo (quest’ultimo ha da poco reso omaggio a Russolo in occasione di ‘TAM TUUMB! Cento anni di Arte dei Rumori’) sono le dirette figlie di questo filosofico ricercare varietà infinita di suoni-rumori attraverso una poetica futurista.
Come dimenticare quei ‘Pazienza. Pazienza. Pazienza.’ che aprono uno squarcio meraviglioso nello strabiliante pezzo firmato ANBB che s’intitola ‘Once Again’? Come scordare un Auditorim Parco Della Musica con il pubblico in preda al panico, che invano cerca di tapparsi le orecchie con le mani, perché finalmente viene turbata una tranquilla vita sonora?
Davanti all’inizio dell’attesissimo live di Teho Teardo e Blixa Bargeld ci sono questi pensieri. I momenti più intesi e attesi dell’esibizione si collocano sul principio e sulla fine di questo concerto. ‘Mi Scusi’ appare nell’immediato come la perfetta congiunzione astrale tra il nonsense e una colonna sonora felliniana sospesa verso la teatralità. Un esempio postmoderno dell’uso del paradosso nelle Avanguardie capace di rivendicare la necessità di andare ad ascoltare la collaborazione TT / BB. L’apparente mancanza di senso che giocando s’ingravida di senso profondo si sposta poi nel finale post rock di ‘Defenestrazioni’, il piccolo gioiello (sul giornalismo) che conclude sia l’album ‘Still Smiling’ che questo live. Ma se in questi episodi (e in alcune sorprese finali) la coppia Teardo/Bargeld ha quell’impeccabile funzionamento dialettico che conduce alla perfetta sintesi, in altri momenti si percepisce uno sbilanciamento. In ‘A Quiet Life’ (la soundtrack dell’omonimo film di Cupellini) e nella reprise dei Tiger Lillies ‘Alone With The Moon’ prevale nettamente l’estetica musicale di Teardo, basta ascoltare provando a escludere il sabrineggiante cantato. Mentre ‘Axolot’ è un pezzo interamente proteso verso l’universo BB e potrebbe quasi essere autografato dagli Einstürzende Neubauten. TT avrebbe certamente potuto osare e usare più di una chitarra oltre alle macchine (anche per sfuggire al paragone con la collaborazione ANBB), ma la perfezione formale con cui il concerto viene condotto è alta, soprattutto se si riflette sul triste parossismo acustico di cui è portatore il Circolo Degli Artisti.
Diversi sono gli istanti in cui Blixa (che in occassione del set con AN all’Auditorim minaccia di sgozzare il fonico) lancia incattiviti sguardi a un uomo che potrebbe fonicare molto meglio. Ma il memento più inaspettato, autentico e denso di questa serata arriva verso il finire dell’esibizione, con il remake di ‘Soli Si Muore’ di Patrick Samson (trasposizione della celebre ‘Crimson And Clover’). BB porta il ritmo di un decadente dandismo muovendosi in un completo nero e intonando col sorriso ‘Soli si muore, senza un amore’.
E io che mi ricordo di essere ancora viva penso che se soli si muore il domani non conta, viviamolo oggi. Pure se son rimasta in perfetta solitudine tra il pubblico…

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