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Perturbazione – Musica X

2013 - Mescal
pop/rock

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Tracklist

1. Chiticapisce
2. La vita davanti
3. Musica X
4. Diversi dal resto
5. Mia figlia infinita
6. I baci vietati (con Luca Carboni)
7. Monogamia
8. Ossexione (con Erica Mou)
9. Questa è Sparta (con I Cani)
10. Legàmi

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L’abbuffata non ancora del tutto digerita del precedente “Del Nostro Tempo Rubato” aveva lanciato qualche monito: nel tentativo bulimico di ipotizzare ogni variante artistica in un colossale doppio album in cui si trovavano sì le solite impareggiabili vette di ispirazione, ma anche qualche vuoto a perdere di troppo, si nascondeva la voglia, ai vent’anni e più di carriera, di provare a percorrere qualche strada nuova

“Musica X” nasce sui proclami di una piccola rivoluzione, fondata in primis sulla produzione di Max Casacci e poi sulla distribuzione in edicola, in allegato a La Repubblica XL, forse il modo più ambiguo di scegliere una delle tante e nuove alternative forme di produzione e promozione musicale.
Rivoluzione che fondamentalmente rimane incompiuta, o che forse si riscopre riprogrammata nei termini meno radicali e più saggi di una ulteriore evoluzione della cifra stilistica della band rivolese che, se per certi versi si sbronza di certe atmosfere synth-pop, per altri mantiene la freddezza del fuoriclasse e resta bene in equilibrio sulle coordinate che negli anni l’hanno resa la più bella realtà pop-rock italiana degli ultimi lustri, sempre a suo agio a veleggiare in un intoccabile limbo a metà strada tra il mondo indie – ma senza il fastidioso chiacchiericcio di contorno – e le magiche onde di un cantautorato senza eguali.
In “Musica X” ci sono nuove colonne portanti, fatte di synth gentili e ricercati, che mirano a legarsi in un continuum empatico con le sceneggiature più famose dei Perturbazione, più ammodernate con discrezione che stravolte e destrutturate. Il dub di “Ossexione” (il duetto con Erica Mou però non raggiunge i fasti di quello con Rachele Bastreghi in “A Luce Spenta” ai tempi di “Canzoni Allo Speccio”), la dance subsonica della title-track o il pop ruffianissimo di “Disciplina” (in un tandem evitabilissimo con I Cani), sono però esperimenti che riescono in parte, messi in secondo piano da prove più classiche che, pur pagando il dazio di un comprensibile e inevitabile automatismo, riescono comunque a toccare con la peculiare disinvoltura le corde più passionali e appassionate del repertorio della band piemontese. È il caso del primo singolo estratto, “La Vita Davanti”, gradevole e coinvolgente, seppur superficiale, e soprattutto dell’accoppiata “Mia Figlia Infinita” e “I Baci Rubati”: il primo è un bel folk orchestrale inno per tutti i neo-genitori, il secondo un’ennesima ballata sanremese mancata che regala pure la classe e l’eleganze dell’idolo Luca Carboni.
Rinnovati con convinzione e coerenza sono invece i testi e i temi trattati, che abbandonano decisi la struggente nostalgia per il passato e, se prima erano lo specchio parlante di adulti mai cresciuti, oggi si trasformano con grazia fino a diventare il diario di una maturità che guarda sia al presente che al futuro.

Tentativo di far breccia in cuori nuovi o fisiologico desiderio di novità? Primo passo di una nuova dimensione artistica o scappatella temporanea dalla meravigliosa ma pur sempre sfiancante routine? Difficile trovare una risposta soddisfacente per un disco così stratificato, ambizioso, complesso che, seppur non riuscito in tutte le sue parti, rimane comunque svariate spanne sopra ogni collega o presunto tale.

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