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Xiu Xiu & Eugene S. Robinson – Sal Mineo

2013 - Aagoo
experimental

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Tracklist

01. The Primary Bell
02. Sunset
03. Sad Snow
04. The Hand the Bush
05. The Great Expanse
06. A Nice Guy
07. Absolutely
08. A Crying Clown with a Knife
09. Who Do We Love
10. Bits of Habits
11. Menagerie in Munich
12. Promise Every Night
13. Dollars in Demand
14. Arrondissement
15. Lingual
16. Sharp Dressed Man
17. Strategic Thermal Unit
18. Anywhere but There
19. No One Likes You
20. Glass
21. Sex + Cash
22. Brutish
23. The Girl Everyone Loves
24. What’s Your Problem?

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Sal Mineo è uno di quei tipici personaggi oscurati dall’eccessiva luce altrui. Appare nel film “Rebel Without A Cause” al fianco di James Dean per diventare, quasi subito, un outsider. Fino a prendersi una coltellata e morire trentasettenne. Oscura la morte, decadente la carriera.
E così due tra i migliori outsider che la musica moderna abbia creato imbasticono un progetto e lo chiamano proprio così: “Sal Mineo”, e con questo nome incidono un disco assolutamente fuori schema. Jamie Stewart (o meglio Xiu Xiu) è un costruttore di impalcature sonore indefinibili da sempre, fautore tra i migliori dischi “post” scritti finora, indefinibile e inclassificabile, vive al confine tra la “parolaccia” indie e il regno della sperimentazione più oltranzista, mentre Eugene S. Robinson si è martoriato gola e pugni coi suoi Oxbow creando un nuovo modo di intendere l’hardcore dopo l’hardcore. Assieme formano la coppia che non ti aspetti ma che, in fondo, desideravi da tempo e scrivono il disco che proprio non puoi immaginare. Un assurdo mare di non-senso in non-musica, fatto di sperimentazione ed elettronica al limite del fastidio, dove Xiu Xiu assembla ogni genere di suono analogico, da bordoni spettrali in odore di drone, a rigurgiti elettrospasmodici, costruzioni evanescenti e fragili affiancate a lame di rumore accompagnando la voce malata e al tempo stesso suadente di Robinson che intaglia nell’aria testi violenti e insanguinati, infettati dall’idea del denaro che prende forma dai demoni della natura umana (“It’s all green. Green/and smelled green/He pressed it into my palm/Everybody’s nice when they’re holding a gun” è parte del testo di “A Nice Guy”), passando da soffi atonali a esplosioni soul immense (“Promise Every Night” mostra la cifra vocale del dolore blues o ancora il lamento di “Dollars In Demand”), in pezzi che non sono pezzi ma bozze, li chiamerei volentieri sketches of pain, in cui la musica in quanto tale è bandita, se non in rari casi (la splendida e acustica “The Primary Bell”) e la cui durata oscilla tra i trenta secondi e i tre minuti, sufficienti a mostrare il lato dell’immensa intransigenza di questo assurdo duo.

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