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Divanofobia – I Fantasmi Baciali

2013 - A Buzz Supreme
pop/rock/alternative

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Tracklist

1.Non Farti Corrompere
2.La Tua Libertà
3,Compagna con Figli
4.Sorprendente
5.Campo di Nervi
6.Forza e Sigarette
7.L’Eremo
8.Ci-Viltà
9.Fidia

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Il 2011 è stato un anno importante per i Divanofobia, piazzatisi primi al Different Music e al Forlì Music First. Ringalluzziti per l’apprezzamento di critica e pubblico, il quartetto composto da Lorenzoni al basso, Senin più Donelli alle chitarre e D’Alonzo alla batteria decide di rintanarsi fra i colli bolognesi in compagnia del produttore Postpischl, batterista degli Ofeliadorme. Ne esce fuori I Fantasmi Baciali, prima release del gruppo.

Sulle prime la curiosità riguarda il moniker, ma poi si scopre che è un invito/richiamo al dinamismo. Le influenze musicali sono scontate, dagli Afterhours ai Marlene Kunts, lambendo i Verdena. Messa in questo modo non ci resta che prendere armi e bagagli e fare il biglietto di ritorno e invece una ragione per ascoltare i Divanofobia c’è ed è fondata. L’album si apre con un arpeggio arabo che anticipa il refrain di Non farti corrompere. Il testo potrebbe sembrare uno spleen post adolescenziale, ma soffermatevi sulle riprese di batteria prima di ascoltare uno stralcio di testo, “voglio fiorire insieme a te in vita gioiosa”, che Lorenzoni canta sublimando la laringe. L’esordio math prog di la tua libertà, il dream pop di Compagna con figli – il cui testo mostra chiaroscuri intriganti, l’ironia di sorprendente, l’intimismo di forza e sigarette, la massa sonora evocata in campi di nervi sono solo alcuni dei tanti motivi per cui doversi eventualmente ricredere, nel caso vogliate lanciare il dischetto in aria. Intagli sicuri sulla materia rock ardente che fanno sperare bene per il gruppo di Bologna. Tuttavia sono i testi l’elemento di sintesi – ascoltare per credere fidia, che fa da chiusa all’album – e va dato merito alla penna del Lorenzoni poeta. Basterebbe far emergere le parti più genuine come i backing vocals, i riverberi ritmici e le incursioni oniriche delle chitarre o insistere sulla ricerca acustica, smussando qua e là stereotipi da indie rock italiano.

Vorrei dire che ci sono le premesse per giocare e sperimentare e che sedersi su un generico shoegaze pop rock decreterebbe la morte certa del gruppo, ma sono costretto ad aspettare il secondo album. Per ora si sono guadagnati il mio biglietto di sola andata.

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