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Dalila Kayros – Nuhk

2013 - dEN Records
elettronica/sperimentale/avantgarde

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Tracklist

1. Kayros
2. Hor Kar Vudur
3. Hacab
4. Tzerpiusu
5. Sardonios Ghelos
6. Strix
7. Arxia

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Magnetismo intransigente che annega in acque sporche. Putridume e celestiali infernalia vocali. Ossimori del disastro.

Ci sento questo in “Nuhk” di Dalila Kayros, che emerge da un sottobosco musicale ferale e s’installa come un parassita nel sistema nervoso. Scritto e suonato in coppia con quell’Antonio Zitarelli che è parte da sempre di questo underground oscuro, tra Neo, Udus e la loro evoluzione niger Mombu, perfetta spalla in questo lavoro mefistofelico che ci getta nelle falde più oscure di una musica-non musica. Dalila Kayros che distrugge il linguaggio sardo e al contempo lo riassembla in canti elettronico rituali e che sfalda rumorismi sintetici e Zitarelli che cura e spinge la batteria del ghigno sardonico attraverso questo mare elettrico. Tra le ipnosi circolari e voodoo di “Hor Kar Vudur” Dalila spinge in un mulinello rituale il beat che amplifica e incastra nel cervello la sensazione di essere parte di antichi cerchi magici. La multiforme vocalità si innalza in stratificazioni dal lirismo frenetico in “Hacab”, appoggiata ad un drone di pianoforte che delimita gli spazi e imprigiona. Sento echeggiare una traccia industriale tedesca sul disco che si palesa in “Sardonios Ghelos” tramite l’eco delle Malaria! annegato in un’oscurità senza fondo, con la voce che si erge lirica al di sopra del maelstrom infettivo di un’elettronica che corre sottopelle come un insetto meccanico e nella pazzia technominimaledistruttiva di “Strix”, cassa furiosa, elettrospasticismi a tavoletta e le urla di Dalila mi riportano alla mente le grida disumane del primo Blixa Bargeld (era Kollaps per intenderci) mentre le debilitanti oscillazioni tra i registri le follie improv di Demetrio Stratos (senza esagerare).

Un lavoro ostile questo “Nuhk”, ostico come pochi altri mi è capitato di ascoltare di questi tempi, che trasuda malanno digitale e isteria post-industriale. E se volete ledere le vostre delicate orecchie, accomodatevi, Dalila Kayros fa per voi.

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