Menu

Recensioni

Retox – YPLL

2013 - Epitaph
punk/hardcore

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Modern Balls
2. Mature Science
3. Don't Fall In Love With Yourself
4. You Lost Me At "It Wasn't My Fault"
5. Congratulations, You Are Good Enough
6. Soviet Reunion
7. Greasy Psalms
8. I've Had It Up To Here I'm Going To Prison
9. The Art Of Really Really Sucking
10. Biological Process Of Politics
11. Nose To Tail
12. Consider The Scab Already Picked

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Justin Pearson è locusta nell’intimo essere un distruttore impietoso. Dall’inferno sbilenco dei The Locust alla violenza ferina dei Retox, passando per una miriade di progetti schizoidi, impossibilitato all’immobilità da un non ben identificato demone interiore che si esprime nelle sue grida scriteriate.

E quindi, Retox. Un vero e proprio missile hardcore terra-faccia, perchè è lì che ti si pianta il suonato di questi quattro qua che se con il primo “Ugly Animals”, oltre che attirare le attenzioni della Ipecac di sir Michael Allan Patton, hanno perforato i santissimi padiglioni auricolari del volgo punkettaro poco avvezzo al vero dolore, con questo “YPLL” (adottato da mamma Epitaph) tritano il rimanente e se lo bevono. Giù nel gargarozzo e vaffanculo. Anzitutto, purtroppo, fuori la macchina batteristica Gabe Serbian e dentro il nuovo Brian Evans che comunque ha la sua buona fotta da smistare tra i pezzi. Il primo singolo? “Mature Science” urgente, furiosa, ansiogena disperazione solida (trama video: Justin e compagni sbudellano un policeman. Al posto delle interiora sbuca dalla pancia un militante Ku Klux Klan che viene prontamente sgozzato) con testo-proclama annesso: “Outside the police are the thieves in the streets, sucking salvation”. Vagli a dire di no. Ma il cambiamento tra il primo e questo disco sta nel suono e nell’approccio alla violenza di cui sopra, dove c’era aridità ora la chitarra si squaglia in chorus su steccate mono/bi cordi funzionali per il deragliamento (“You Lost Me At “It Wasn’t My Fault”) o in riff circolari che sbrodano sangue e in cui Nick Zinner, sei corde Yeah Yeah Yeahs, dove non è in grado di dare un apporto sensato alla sua band, qui è necessario donatore di dolore elettrico, ospite su “Congratulation, You Are Good Enough”.
Il linguaggio in cambiamento da solo spiazza, non sono più solo legnate in pieno volto e fine lì, rallentare è necessario a costruire un sistema urgente, negli strappi di chitarra/sirena della locustiana “Biological Process Of Politics” con conseguente vomito vocale su tali processi o nello stomp finale di “Consider The Scab Already Picked” con melodie taglienti aggrovigliate a una batteria funambolicamente greve finiscono con l’andare mid-tempo mentre Justin spala la giusta dose di merda (And the birds shit white right on the fans/Still want to sing along?/ Embarrassment fluid flows but stops where the mouth ends/Nothing is still nothing, false alarm, white shit is still white shit/And they sing this song wrong) sulle stinte facce altrui.

C’è qualcuno che l’hardcore sa farlo meglio d’altri.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close