Menu

Recensioni

Austra – Olympia

2013 - Domino
synth/pop/dance

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. What We Done?
2. Forgive Me
3. Painful Like
4. Sleep
5. Home
6. Fire
7. I Don t Care (I'm a Man)
8. We Become
9. Reconcile
10. Annie (Oh muse, you)
11. You Changed My Life
12. Hurt Me Now

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Austra, dea lettone della luce e della dance.

Ebbene sì, avete capito bene: i canadesi Austra si sono dati a nuove sonorità prettamente dance mettendo un po’ da parte tutto il dark che ci avevano trasmesso con il loro primo album Feel It Break del 2011 e regalandoci un album “a colori”. Ci vuole del tempo per destrutturarsi e solo un secondo per ricostruirsi (pensiamo agli ultimi The Knife). Dunque, sono stati sufficienti solo due anni per portare il gruppo originario di Toronto a sviluppare e sperimentare il loro animo più luminoso. E, se non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina e un disco dal singolo di lancio, nel nostro caso è necessario e quasi implicito farlo. Realizziamo quindi che le immagini cupe e agghiaccianti alla Fever Ray dell’album d’esordio hanno lasciato il posto a qualcosa di più solare, di più caldo. Ed ecco così che nasce Olympia, secondo lavoro uscito in Italia il 17 giugno e che ci allontana dalle atmosfere carnali e spettrali (decisamente queer) alla “Beat And The Pulse” o alla “The Future” per farci godere della luce del sole.
Il risultato è più che apprezzabile anche se, ogni tanto, si ha l’impressione di ascoltare qualcosa di più simile alla house music. Tuttavia, nonostante la trasformazione sia avvenuta in termini di sound, stile (anche i testi hanno perso molto del potenziale dark che avevano) e numero di membri all’interno della band (da tre a sei) è rimasta, fortunatamente indistruttibile, una costante: la Stelmanis con la sua voce unica. Ci piace così tanto che quasi non ci accorgiamo che non è più notte e non stiamo più vagando in mezzo a foreste inquietanti infestate dai demoni della nostra mente. D’altronde, perché preoccuparsi del ridotto potenziale dark se Katie Stelmanis è ancora con noi a guidarci?
Detto ciò, benché nessun brano di Olympia riesca a stimolare al massimo i nostri sensi com’è accaduto due anni fa con il precedente Feel It Break, bisogna pur concedere a questo gruppo qualche nota di merito. Sullo sfondo di atmosfere synthpop brillanti e splendenti, scandite da ritmi seducenti e un po’ barocchi, gli Austra sono riusciti ad incastonare testi ricchi di sentimento, di pathos. Così scopriamo brani imperdibili quali “Forgive Me” con giochi di basso da far paura, “Annie (Oh, Muse You)”, che ha un certo non so che di Abba (sia ringraziata la coerenza), e “Painful Like”, secondo singolo uscito dopo “Home”, minimale e poco pretenzioso ma che con quel suo verso viscerale e melodrammatico «Someone might see, but I don’t care» ci tormenterà la notte.

In sostanza, non una totale delusione.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ODyWKkDBb4U[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close