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Marvin – Barry

2013 - Africantape
math/rock/noise

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Tracklist

1. Tempo Fighting
2. Automan
3. Giorgio Morricone
4. As Noisy As Possible
5. Barry
6. The Dark Sheep
7. Un Chien En Hiver
8. We Won't Get Fooled Again Anymore
9. Jey Ferson

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Se è vero che esiste una sottile linea storica, culturale e semiotica che collega impercettibilmente tra loro tutte le arti in senso circolare (a partire dalla scrittura, per passare alla pittura, fino ad arrivare ai flussi sonori dei tempi nostri) non si riesce bene a capire il motivo per cui la lingua madre della “musica” sia stata universalmente riconosciuta come quella inglese. Visti i fasti culturali del passato, nonchè l’intrinseco fascino ed una sua innegabile musicalità di fondo, la lingua francese avrebbe dovuto appropriarsi di tale prestigioso merito senza alcun affanno.

Si sa, non sempre le cose vanno per il verso giusto ed il segno dei nuovi tempi non contempla certo il trionfo della ragione. Sarà forse per questo che i Marvin hanno deciso di dedicarsi alla musica strumentale oppure il recensore è impazzito e vi sta propinando una futile premessa che non ha alcun fondamento logico?
Quel che si può dire è che ci sono cose che vanno dette per forza, anche a denti stretti ed impulsi che si farebbe bene a non contenere, perciò a voi la scelta, pur consapevoli che al giorno d’oggi tutto accade, persino che qualcuno si alzi la mattina e decida di dare alle stampe un album che semioticamente si proponga come punto d’incontro tra la sensualità zuccherosa di Marvin Gaye ed il tocco vellutato di Barry White, pur incarnandone musicalmente l’esatto contrario. Riuscirà mai il potere della parola a suggestionare, seppur nel subconscio, persino l’ascoltatore più consapevole?
La risposta è indubbiamente negativa, ma sono convinto che i Marvin, quando hanno deciso di intitolare questo loro terzo album con il nome “Barry”, sicuramente pensavano a tutto tranne che a rinfocolare tale diatriba filologica.
Il trio francese pare infatti essere molto più interessato a catturare su disco l’energia e l’adrenalina che ormai caratterizzano le proprie infuocate esibizioni live piuttosto che a perdersi nella fitta ragnatela di un onanismo psichico di dubbio gusto.
Onanismo psichico che cede il passo a quello sonoro: un sound pulsante, vitale, energico che riesce ad abbinare senza strafare partiture cerebrali di chiaro stampo indie-noise rock, con il ritmo martellante che solo la musica elettronica ed un ragionevole uso dei sintetizzatori riescono a convogliare con naturale fluidità.
Fa piacere constatare quanto sia difficile trovare la corretta etichetta “sonora” per il sound di Barry, caratteristica questa che contraddistingue tutti quei gruppi che nel bene o nel male sono riusciti a trovare la propria dimensione musicale rielaborando con personalità le diverse influenze sonore, senza dover per forza di cose scopiazzare di qua e di là.

Il bello è che il risultato, oltre ad essere godibile sotto vari punti di vista, sembra pure funzionare armonicamente senza dover “offendere” né le radici del rock, né i capisaldi della musica elettronica.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=LFYoV5jxZT8[/youtube]

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