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Mike Parker – Lustrations

2013 - Prologue Music
elettronica/sperimentale

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Tracklist

1. Lustration one (Khonsu)
2. Lustration two (Nor'easter)
3. Lustration tree (Atlantic)
4. Lustration four (DaiKaiju)
5. Lustration five (?)
6. Lustration six (Megalith)
7. Lustration seven (Forms)
8. Lustration eight (Contours)
9. Lustration nine (Drums)
10 Lustration ten (Pressure Zone)
11. Lustration Eleven (Sarychev)
12. Lustration Twelve (Dericho)

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Mike Parker è un professore universitario di disegno e tra uno schizzo e l’altro si diverte a mixare e comporre musica techno dai leggeri contorni sperimentali. Non è certo un neofita del settore ma è sicuramente uno che lavora con i suoi ritmi. Risale, infatti, a ben 12 anni fa il suo unico album sulla lunga distanza, Dispatches, che introduceva la commistione tra veloci rantoli techno e brillanti rimaneggiamenti minimal senza sacrificare mai la caratteristica principale del suo concetto di musica, ovvero la connotazione limpida delle sonorità e il giusto dosaggio delle parti ritmiche.

Il titolo di questo album aiuta ancor di più a sottolineare bene il concetto. Lustrations, come il riuscitissimo tentativo di fornire ad ogni base un sound chiaro, riconoscibile e molto distante dal noise. Le dodici tracce del disco possono risultare, tuttavia, prive di intensità e di robustezza, un insieme di caratteristiche che concorrono a rendere il complesso dell’album di difficile consumo e di ancor più difficile comprensione. C’è sicuramente la mano dell’esperto e navigato produttore di suoni su differenti pieces come Forms e Atlantic (identificate inizialmente come Lustrations 3 e 7), ma manca il coinvolgimento e la capacità di mantenere alto l’interesse dell’ascoltatore per via di un sound piuttosto ridondante e spento. Non che, in generale, si ricordi, a memoria d’uomo, un disco “sperimentale” dalle sonorità di facile comprensione ma qui sembra di avere tra le mani il deludente risultato di chi ha provato a fare qualcosa di innovativo senza curarsi del fattore noia.

Il disco di Mike Parker è lungo, noioso e piuttosto anonimo e poco si presta alle caratteristiche di un dj-set ad alto volume. Lustrations sembra essere fine a se stesso, come se Parker avesse voluto produrre una serie di brani da copiare su un cd da tenere, e dimenticare, in macchina. Sicuramente l’attesa, soprattutto in ragione del lungo lasso di tempo che separa i due lavori dell’artista, non giustifica la spesa. Tenetevi i soldi in tasca.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=R0Jg5H0yAp0[/youtube]

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