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Godwatt – Senza Redenzione

2013 - Autoproduzione
stoner

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Tracklist

1. Cicatrici
2. Venus
3. Senza Redenzione
4. Scheletro
5. Il Male
6. Sulphurea
7. Tra I Tuoi Dei
8. Oltre Il Buio
9. Verme
10. Spectro

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Cambiare nome sembra essere ultimamente una prerogativa dei gruppi del circuito Heavy Rock italiano: dopo i Gandhi’s Gunn (ora Isaak) ecco i Godwatt Redemption “amputare” il proprio monicker e diventare Godwatt.
Il perché di questo cambiamento è da spiegare con il passaggio all’italiano, dopo che i due precedenti dischi ( The Hard Ride Of Mr Slumber e The Rough Sessions) erano appunto contraddistinti dalle liriche in inglese; questo per, con le parole del gruppo, “crearsi una identità un poco più personale nel panorama underground italiano”.
Tale passaggio crediamo abbia però inciso anche sul sound creato dal trio laziale (Moris Fosco chitarra e voce, Mauro Passeri al basso, Andrea Vazza alla batteria); se infatti nei precedenti lavori lo Stoner possente dei nostri era pesantemente pervaso da una matrice Doom piuttosto sulfurea, in questo nuovo Senza Redenzione sembra essersi avvertita la necessità di snellire le composizioni, optando per un approccio più “raw”, uno Stoner di matrice americana (soliti nomi: Clutch, Fu Manchu, Kyuss/Unida) polveroso e al contempo muscolare, con la chitarra di Fosco che apre squarci Seventies memori del Southern quando si cimenta nelle parti solistiche. Del Doom rimane traccia nella cattiva “Il Male” (appunto…) e nella strumentale “Verme”, dove le atmosfere cadenzate si alternano con strappi e distorsioni che risultano essere efficaci nel riempire e svuotare il brano. Per il resto l’album come detto si affida alla capacità del trio di bombardare lo stereo con un rifferama Heavy Stoner degno dei nomi citati sopra, centrando il bersaglio pieno nell’accidiosa “Venus”, in “Sulphurea” e “Scheletro”, dove lo stile asciutto e senza inutili orpelli si eleva come unica, assoluta e concepibile idea di suono dei Godwatt.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=4hc3pbKJlQk[/youtube]

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