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Big Black Cloud – Black Friday

2013 - Eolian Empire
punk/hardcore

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Tracklist

1. Cities of the red light
2. Terror of cosmic loneliness
3. Bomb my brain
4. Barbaric, mystical, bored
5. Wastoids
6. Black friday
7. Pile of shit
8. Hate myself
9. Gettin' heavy in the jungle
10. Human host
11. Medusa

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Gli esponenti dell’hardcore punk, Big Black Cloud, sono arrivati con questo Black Friday al secondo album della loro carriera piuttosto lunga iniziata nel lontano 2005 con il nome di Here comes the big black cloud.

Successore di Dark Age, (registrato per Stankhouse Records) Black Friday è un disco di undici brani composti a sei mani dal cantante e chitarrista Nick Capello, dalla bassista e cantante Soo Koelbli e dal batterista Travis Wainwright. La band di Portland mette un po’ di pepe nella poco “in vouge” scena americana del punk dalle forti tinte hardcore unite a sollazzi di garage.
Questo tipo di tradizioni, da quelle parti, ci ha spesso regalato più di qualche soddisfazione legata a nomi come New bomb turks (forse la band più vicina al sound dei BBC, anche se molto influenzati anche da altri generi) o gli Oblivians, che così bene seppero imprimere una marcata orma blues nelle loro composizioni senza snaturare il genere. La raccolta di inediti dei Big black cloud racchiude un po’ un modo di fare musica “all-american” e, anche se con l’assoluta preminenza della componente hardcore, ci si può ritrovare senza troppa difficoltà nelle influenze dei nomi sopra citati in brani come Human host, Wastoids e l’episodio più riuscito del disco, ovvero l’incantevole crescendo di violenza vocale e strumentale dell’ouverture, Cities of the red night. È in gran parte lì, nella prima parte del disco, che si trovano le cose migliori perché, subito di seguito a Cities of the red night, si può apprezzare la violenza sonora di Terror of the cosmic loneliness e di Bomb my brain, con il lamento disgregante di Capello che sembra un unico apparato sonoro insieme alle “contorsionistiche” frustate della sua chitarra. Oltre ad apprezzare le sonorità di questo Black friday va menzionato un doveroso riconoscimento al grande impegno messo in campo dalla band di Portland e dalla Eolian Empire che, in fase di missaggio, ha fatto davvero un buon lavoro (anche se sotto alcuni aspetti la registrazione può sembrare leggermente inadeguata, ci si deve rendere conto che il genere musicale non consente di certo miracoli e che comunque tutto questo verrà annullato una volta posizionata la strumentistica su un palco).

Nel complesso, l’album, è qualcosa di davvero buono che viene fuori da un ambito che raramente, almeno riguardo gli ultimi 6-7 anni, ha tirato fuori prodotti validi ed è soprattutto per questo motivo che non è assolutamente in discussione l’abrasione del disco fino all’ultima traccia.

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