Menu

Recensioni

Paolino Paperino Band – Porcellum

2013 -
punk/rock

Ascolta

Acquista

Tracklist

1.Giornalista
2.Referendum
3.Ciccioli
4.Troiaio
5.Sampietrini
6.Passami il sale
7.Jesus Crust
8.Introverso
9.Anima del cazzo
10.Peones
11.Enalotto

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Mai e poi mai avrei pensato che a 20 anni da “Pisla” i Paolino Paperino Band sarebbero tornati a popolare i miei dispositivi musicali portatili e questo sia tenuto conto della proposta modenese definibile quanto meno di nicchia, sia perché probabilmente sotto sotto auspicavo che quel gioiellino restasse tale e non corresse il ben che minimo rischio di venire sputtanato da infelici episodi successivi.

Con tali premesse “Porcellum” non può che lasciare un po’ interdetti e con un’espressione facciale obliqua ed a metà strada tra un sorriso di gioia per la (seppur parziale) reunion e l’espressione un po’ lessa e delusa anche nota come “quella strana sensazione di assorbimento”.
Da un lato infatti questo è un album che non fa centro, scivola via senza graffiare in profondità e che dimostra ahinoi come il tempo passa per tutti. Dall’altro però non manca proprio completamente il bersaglio, con le 11 tracce che scorrono via lisce e facili, pure troppo, grazie a testi che anche se non trascendentali risultano comunque ben focalizzati sulle tante amenità del nostro caro bel paese ed a sonorità prettamente rock, veloci ed orecchiabili sì ma che però si rivelano imborghesite, meno ignoranti e prive di quelle variazioni a base di funk, hard rock, punk e ska che spezzavano “Pislas” rendendolo sanguigno e casereccio.
Non è quindi un lavoro da buttare, ma nemmeno da incensare e soprattutto da confrontare con quello che è stato e che appunto in quanto tale difficilmente ritornerà. I Paolino Paperino Band sono un po’ come le fidanzatine di un tempo, quelle che sono rimaste nel cuore e che quando le si rivede, anche a distanza di tempo e nonostante un palese appesantimento ed invecchiamento, alla fin fine un colpetto glielo si ridarebbe pure.

Che “piutost che nient, l’è mei piutost”, anche solo per ricordare i bei tempi, quando i modenesi permisero a pochi sparuti “alternativi” di opporre alle pallosissime frasi di Vasco presenti su tutti gli Invicta italici, riflessioni del tipo “alcool puro, cazzo duro, tutti insieme andate a fare in culo”.
Comunque sia, ben tornati!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=orZvUBbRfWI[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close