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I Poeti Morti Non Scrivono Gialli, di Björn Larsson

Titolo Originale: Döda poeter skriver inte kriminalromaner – Ett slags kriminalroman
Autore: Bjorn Larsson
Anno di pubblicazione: 2011
Casa Editrice: Iperborea
Pagine: 353
Prezzo: € 17
Voto: 8.5

bjorn“Un’opaca sera di febbraio, l’editore Karl Petersén raggiunge impaziente il porto di Helsingborg. Nella ventiquattrore una bottiglia di champagne e un contratto per il poeta Jan Y. Nilsson, a cui ha chiesto di scrivere un giallo, sicuro bestseller già venduto ai più prestigiosi editori d’Europa. Ma il poeta accetterà di firmare? Si piegherà alle basse leggi di quel mercato che, con la sua ricerca di una poesia alta ed essenziale, ha sempre snobbato? La risposta è definitiva: Petersén trova Jan Y. impiccato a bordo del peschereccio in cui viveva. Si è suicidato? Il commissario Barck non ha dubbi: i poeti si uccidono, non vengono uccisi. Eppure i motivi per farlo fuori non mancano, a cominciare dal lauto compenso che Jan Y. avrebbe presto incassato e dal materiale scottante sugli squali della finanza che il suo romanzo era pronto a denunciare… Nell’età dell’oro dei thriller, Björn Larsson scrive “una specie di giallo” che è un gioco letterario di raffinata ironia e autoironia, per indagare l’essenza stessa della scrittura e della vocazione artistica. In una sferzante satira di un mondo editoriale all’isterica ricerca del prossimo successo, solo un “poliziotto-poeta” è in grado di scoprire le associazioni nascoste, di rivelare l’inatteso, di afferrare le verità che si celano dietro le apparenze.”

Recensione:

L’ottavo libro di Bjorn Larsson è, come si legge dal sottotitolo, una “specie di giallo”. Infatti “I poeti morti non scrivono gialli” non segue le classiche e ormai banali trame di una spy-story, ma grazie alle poesie di Jan Y. (nella realtà Yvon Le Men), tutto è portato su un secondo piano di lettura, ovvero una lunga digressione sul significato della poesia .
Jan Y. ha dedicato la propria vita osservando il fuggevole della quotidianità, cercando di renderlo eterno attraverso la stesura di un centinaio di poesie, le quali, secondo il poeta, sono le uniche in grado di dirimere e cogliere questo dilemma che attanaglia l’umanità.
Tali poesie porteranno il commissario Martin Barck (da notare la strana analogia con Martin Beck di Sjowall- Wahloo), ad analizzare la psicologia ed il gesto del poeta, ponendosi alcune domande:
E’ giusto sacrificarsi per la letteratura?
E’ giusto abbassarsi a scrivere un giallo, solo per sopravvivere, tralasciando la nobile arte della poesia?
Un libro che è fortemente consigliato a qualsiasi lettore, sia per il messaggio profondo, che per la sua semplicità.

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