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Locrian – Return To Annihilation

2013 - Relapse Records
post-metal/drone/ambient

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Tracklist

1.Eternal Return
2.A Visitation From the Wrath of Heaven
3.Two Moons
4.Return to Annihilation
5.Exiting the Hall of Vapor and Light
6.Panorama of Mirror
7.Obsolete Elegies

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Descrivere il suono di una band come gli americani Locrian è tutt’altro che semplice, data l’enorme quantità di album e collaborazioni (da recuperare assolutamente quella con i Mamiffer) uscite in questi (quasi) otto anni di carriera.
La base è quella di un drone-rock dal sapore noise, con influenze black metal e dall’attitudine kraut in cui chitarre, synth e percussioni si mescolano sapientemente per creare uno stile originale e personale, ma che riesce ad esse mutevole ad ogni uscita.
Escludendo l’ottimo “The New Dominions”, collaborazione in coppia con gli Horseback, e la raccolta “The Clearing”, questo “Return To Annihilation” è il primo lavoro per l’etichetta americana Relapse.

La band riesce a stupire sin dal primo brano, “Eternal Return”, regalandoci due minuti di puro shoegaze-rock come mai ci saremmo aspettati, mentre la successiva “A Visitation From The Wrath Of Heaven” riporta i Locrian più in linea con certi lavori passati, in un mix di psichedelia e drone-rock pulsante e ripetitivo e con un finale degno dei migliori Swans (influenza che ritornerà spesso in questo lavoro).
Con l’incedere lento e quasi doom di “Two Moons” in cui sono i synth la farla da padroni, arriviamo alla title-track, che chiude la prima metà dell’album. Diviso in tre parti, questo lungo brano inizia con un mantra ipnotico, che muta prima in un delirio sonoro creato da muri di chitarra (quasi fosse una jam session tra i SunnO))) e il gruppo di Michael Gira) per poi evolversi e concludersi in un meraviglioso crescendo finale.
Se con “Exiting The Hall Of Vapor And Light” la band ci culla per quasi sei minuti tra arpeggi disorientanti di chitarra e tappeti di tastiere, con “Panorama Of Mirrors” invece ci trasporta violentemente in un mare di di feedback, urla laceranti e percussioni.
Un vero e proprio inferno sonoro che mescola i Melvins più astratti con le atmosfere nere di gruppi come Abruptum.
Il disco si conclude con i quindici minuti e mezzo di “Obsolete Elegies”, la cui prima metà è un lento e costante crescendo di chitarre acustiche ed elettriche che sfocia in una stupenda esplosione melodica dal sapore apocalittico.
Dopo una parte centrale fatta di delicate e sporadiche note di pianoforte e suggestioni ambient (e qui si sente parecchio l’esperienza della collabirazione con i Mamiffer), nei minuti finali i Locrian si lasciano andare regalandoci una coda fatta di blast-beat, chitarre black-metal, melodie post-core ed evoluzioni kraut, concludendo un brano che rappresenta finora il loro capolavoro.
Plauso per la produzione a cura di Greg Norman (Electrical Audio), curata e dinamica da un feeling quasi live.

Dopo una serie di dischi transitori “Return To Annihilation” rappresenta senza dubbio il miglior lavoro della band dai tempi di “Drenched Land” e li piazza di diritto tra le realtà più interessanti in ambito sperimentale.
Un plauso anche alla Relapse, etichetta sempre attenta, che ultimamente sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YILi-rIBk7c[/youtube]

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