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Everything is made in China: una poco accurata immersione nella musica cinese dell’ultimo anno.

ITALIANO

Esattamente un anno fa gli italiani CRTVTR sono partiti per un tour in Cina e – anche se a quel tempo non li conoscevamo ancora bene – è in parte merito loro se in questi 12 mesi ci siamo interessati alla musica indipendente prodotta in questo Paese. E’ quindi giusto iniziare il nostro articolo parlando di loro e soprattutto del documentario che hanno realizzato durante il tour.

Quello che come gruppo e come etichetta ci proponiamo di fare rispetto alla Cina non è solo un tour e un documentario. Anzi, per molti versi la nostra idea è che il documentario sia solo un inizio, innanzi tutto di una serie di relazioni personali, anche amicizie, che abbiamo instaurato e che stiamo instaurando.
Il nostro desiderio, per formazione culturale, è mettere in contatto realtà diverse, estendere la forza di internazionalizzazione che il movimento DIY ha per sua natura, anche all’estremo oriente.Spesso le economie emergenti asiatiche hanno un modello di occidentalizzazione abbastanza violento, e questo vale anche per la Cina, che negli anni ’80 ha seguito un modello di sviluppo su vasta scala simile a quello delle “tigri asiatiche”, ma in versione gigantesca. Alcune resistenze culturali dovute all’influenza del maoismo e della cultura tradizionale (dovute a un filtro eccessivo nelle informazioni, a un senso di rivalsa delle nuove generazioni rispetto a un clima culturale conformista, che però non collide con la altrettanto rilevante consapevolezza di avere un’economia con il vento in poppa e un mercato interno autosufficiente) rendono diversa questa corsa all’occidente dei gruppi cinesi. Le cose sono arrivate molto lentamente per anni, e sono dilagate in poco tempo. C’è un sedimento secolare, e c’è anche lava, ancora bollente. Risulta così che i cinesi fanno le cose a modo loro anche quando fanno gli americani. Un ragazzo che abbiamo intervistato ci ha detto “la musica non è così diversa dalla vostra, ma lo spirito è diverso, è cinese dentro”. Ed è vero che la musica non è così diversa ma è altrettanto vero che si sente proprio che è cinese dentro.

Cesare Pezzoni – CRTVTR

Esattamente la Maybe Mars, insieme all’australasiatica Tenzenmen – che i CRTVTR li coproduce – sono le etichette che ci hanno fornito un ottimo filtro per iniziare ad apprezzare ciò che di buono la scena cinese offre.
Quindi, dopo una rapida e poco accurata immersione nella musica indipendente cinese degli ultimi anni, abbiamo raccolto per voi alcuni degli album che più ci hanno colpito.

ENGLISH

The Italian band CRTVTR has been in China one year ago for some concerts and, even if we didn’t know them so much yet that time, it’s thanks to them if we have been interested to new independent Chinese music for 12 months. So, we decided to start this article talking about them and the documentary they made during their tour in China.

We don’t want to do only a tour and a documentary about China. This documentary is only the beginning of our idea, a beginning of personal relationships, also friendships, we set up and we are setting up. Our desire is to connect different realities, increasing the internationalization’s power of DIY movement, also in the Far East. The emerging Asian economies, including China, have a violent westernization model. China had a great development, bigger than the development of “Asian tigers”. Some cultural resistances, influenced by Maosim and the traditional culture (and that’s thank to an excessive control of the information, the revenge of the new generations against a conformist culture that doesn’t fight with the big consciousness of an increasing economy and an economically independent Market), make different this race to the west. Things have changed slowly for years, and they spread suddenly. There’s a secular sediment and there’s lava, still hot lava. We can say that Chinese people do things in their way even if they do the Americans.
We interviewed a boy who said “Our music is not so different than yours, but its spirit is different: it’s Chinese inside.” Chinese music is not so different than ours but we can say it’s Chinese inside and that’s true.

Cesare Pezzoni – CRTVTR

Maybe Mars and the Australasian Tenzenmen, that co-produces CRTVTR, are the record labels that encouraged us to find a lot of good Chinese music.
So, we made a rapid and not quite accurate full immersion in the recent independent Chinese music and we collected some of the albums that we enjoyed for you.

Dear Eloise – The Winter That Disappeared (Genjing Records / Tenzenmen, 2013)

I Dear Eloise sono un duo composto dai coniugi Yang Hai Song (voce dei P.K 14) e Sun Xia, noti per ben altri album incisi nel passato e che nel 2013 tornano con un 7” di grande valore in cui fondono magistralmente un noise rock orecchiabile alle liriche eteree di Sun Xia. Imperdibile.
(Generi: Noise Rock)
Dear Eloise is a duet formed by husband and wife Yang Hai Song (P.K 14 vocalist) and Sun Xia. We know them for other albums in the past. They come back in 2013 with a very worth 7″in which they masterfully melt a very nice Noise Rock with the Sun Xia’s ethereal singing. Don’t miss it.
(Noise Rock)
White+ – 白+ (Maybe Mars / Tenzenmen, 2012)

White+ è il progetto a 2 di Shouwang dei Carsick Cars e Wang Xu dei The Gar, ovvero due delle più importanti realtà dell’attuale panorama alternativo cinese che qui si divertono a giocare con l’elettronica e le voci in un marasma di suoni sintetici e avvolgenti, che prende un po’ dall’indie-pop delle rispettive band di provenienza e un po’ dall’attitudine noise e schizzata che contraddistingue sempre più di frequente certe produzioni orientali. Sono in tutto 9 tracce, 9 colori di un ipotetico e divertente arcobaleno che spazia da atmsofere più eteree e riflessive ad altre più ludiche e sperimentali. Tra Dan Deacon e Animal Collective, c’è roba grossa anche in Cina.
(Generi: Avant/Neo-Psych/Noise/Post-Punk)
White+ is a duet formed by Shouwang from Carsick Cars and Wang Xu (The Gar), two of the most important realities of alternative Chinese music. In this album they enjoy themselves, playing with electronic music and their voices in a chaos of synthetic and wrapping sounds, a little of Indie-Pop and a little of Noise and crazy attitude. This album contains 9 tracks, 9 colors of an hypothetical and funny rainbow that goes from more ethereal and thoughtful atmospheres to others that are playful and experimental. Between Dan Deacon and Animal Collective, there’s good music also in China.
(Avant/Neo-Psych/Noise/Post-Punk)
Death To Ponies – Swine Water (Metal Postcard, 2013)

I Death to Ponies nascono da una collaborazione tra i Death to Giants e gli Acid Pony Club, entrambi progetti nati a Shanghai. Paesaggi drone fanno da collante tra le varie anime delle due band, sfociando qui in ambienti psichedelici e altrove in un drone metal più percepito che reale, mentre di tanto in tanto la musica esplode in urla e riff incalzanti. Una collaborazione che speriamo possa portare nuovi frutti in futuro.

(Generi: Psych-Rock / Progressive / Abstract-Metal)

Death To Ponies was born from a collaboration between Death To Giants and Acid Pony Club, both from Shanghai. Drone scenario is the bridge for the different souls of the bands, flowing in psychedelic habitats here and in a more perceptible than real Drone Metal somewhere else, while music explodes in screams and hectic paces sometimes. We hope this collaboration will do other great things in the future. (Psych-Rock/Progressive/Abstract-Metal)
Skip Skip Ben Ben – Sacrifice Mountain Hills (Maybe Mars / Tenzenmen, 2013)

Gli Skip Skip Ben Ben – progetto della taiwanese Ben Ben che per qualche tempo ha militato nei Carsick Cars – danno vita ad uno shoegaze che tuttavia ricorda più da vicino certe atmosfere nate dalla voce di Alison Shaw (Cranes), piuttosto che band quali My Bloody Valentine o Slowdive. Si tratta quindi di un Dream Noise cupo e rumoroso, che tuttavia non disdegna qualche momento più squisitamente pop.
(Generi: Noisegaze / Noise-Pop)
Skip Skip Ben Ben, a project of Taiwanese Ben Ben (she worked in Carsick Cars in the past), makes a Shoegaze that’s more similar to some atmospheres of Alison Shaw voice (Cranes) than other bands like My Bloody Valentine or Slowdive. We’re talking about a gloomy and noisy Dream Noise, that doesn’t object some exquisitely pop moments.
(Noisegaze/Noise-Pop)
P.K.14 – 1984 (Maybe Mars, 2013)

Avevamo lasciato i P.K.14 sulle note di “City Weather Sailing”, che – forte di pezzi come “How majestic is the night” e “Behind all ruptures” – ha imposto la band pechinese come una delle più interessanti realtà indipendenti in Cina, con attestati di stima provenienti anche da grandi testate occidentali come il Time, il Guardian e il Washington Post. Il nuovo album, che è uscito per Maybe Mars il 28 agosto, non si discosta molto dal precedente e, pur non avendo nessuna vera e propria hit, si propone come un lavoro ben più coeso.
(Generi: Post-Folk / Post-Punk)
We left P.K. 14 with “City Weather Sailing” that (with tracks like “How Majestic is the Night” and “Behind All Ruptures”) made the band from Peking one of the most interesting independent Chinese reality, with successful certificates from the best western newspapers like The Times, The Guardian and The Washington Post. The new album has been released for Maybe Mars in 28th August and it’s not so much different from the previous album. It hasn’t a decisive hit, but it’s more cohesive.
Tom Cruise And Katie Holmes – s/t (Autoprodotto, 2013)

Tempo fa – durante una chiacchierata sulla musica cinese – Cesare Pezzoni dei CRTVTR mi ha detto “i cinesi sono molto raramente dei fighetti, questo è il bello, anche i generi ‘di moda’ nel giro indie là sono suonati in maniera più grezza”. Questa frase mi è tornata in mente mentre provavo a descrivere il sound dei Tom Cruise And Katie Holmes, che – nonostante una forte venatura pop – non hanno paura di spezzare il proprio sound con passaggi noise, né di dilungarsi in paesaggi dronescape che farebbero scappar via la maggior parte dei fan dell’indie-pop italiano.
(Generi: Pop / Lo-Fi / Harsh Noise)
Time ago, during a talk about Chinese music, Cesare Pezzoni (CRTVTR) said “Chinese people are rarely dudes and this is beautiful, they play the “fashion” kinds of Indie music in a more rough way”. I remembered it while I was trying to explain the Tom Cruise and Katie Holmes sound that, in spate of a strong Pop grain, isn’t afraid to break the sound with Noise passages and makes long Drone landscapes that would make many Indie-Pop Italian fans run away.
(Pop/Lo-Fi/Harsh Noise)
After Argument – Furs of Time (Share The Obstacles, 2013)

Sorprendente debutto per gli After Argument – band pechinese che ricorda da vicino i P.K. 14 – capace di episodi di grande maturità, come accade in “hail to the lie”, così come di momenti che dimostrano poca maturità, come accade nel finale a due voci di “if death comes up in time”.
(Generi: Post-Folk / Post-Punk)
Surprising first album for After Arguments, band from Peking similar to P.K.14 that is able to show great maturity, like “Hail to the Lie”, and less maturity like at the and of the album with the two-voices “If death comes up in time”.
(Post-Folk/Post-Punk)
Wang Juan – Dream Lake (Tree Music, 2013)

Già dalle prime note di Dream Lake il paragone è immediato e il pensiero va a quel Fable che aveva momentaneamente ri-confermato Faye Wong tra le più interessanti cantanti pop dell’ultimo ventennio, prima del declino. Ma, se l’attrice di Hong Kong Express prendeva come riferimento artisti occidentali quali Cocteau Twins e Cranberries, Wang Juan guarda ancora più verso oriente e a tratti (苏珊的明天) sembra fare sue alcune idee già sentite in Giappone e più precisamente in quel gioiello di avant-pop che è s(o)un(d)beams di Salyu. Lavoro con alti e bassi, ma l’idea che la Faye Wong degli anni 90 possa avere una erede è abbastanza interessante.
(Generi: C-Pop / Avant-Pop)
At the beginning of Dream Lake we think about Fable, the last Faye Wong greatest album before her decline. But, if the Hong Kong Express star was inspired by western artists like Cocteau Twins and Cramberries, Wang Juan looks at East and makes her own some Japanese ideas like in Salyu’s s(o)un(d)beams, an Avant-Pop jewel. Album with ups and downs, but we the idea of a Faye Wong heir.
(C-Pop/Avant-Pop)

CAssette

Per chiudere questo articolo sulla musica cinese che ci ha colpito, vi proponiamo un video estratto da un album che ancora non esiste; quello dei CAssette, altra band pechinese con sonorità molto interessanti, che propone un alt-rock che nonostante la lingua cinese non è così distante da molti album contemporanei made in USA.
At the end of this article about the Chinese music we enjoyed, we suggest to you a video taken from an album that doesn’t exist yet: the CAssette album, another band from Peking with very interesting sounds that make an Alt-Rock that, in spate of Chinese language, is not far from many USA contemporary albums.

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