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65daysofstatic – Wild Light

2013 - Hassle Records
post-rock/elettronica

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Tracklist

1. Heat Death Infinity Splitter
2. Prisms
3. The Undertow
4. Black Spots
5. Sleepwalk City
6. Taipei
7. Unmake The Wild Light
8. Safe Passage
9. Destructivist (bonus track)
10. Artismal

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Scenari apocalittici, atmosfere aliene quasi steam e viaggi su pianeti a distanza siderale dal nostro. Il nuovo album dei 65daysofstatic è un romanzo di fantascienza, la descrizione di un futuro remoto in cui la tecnologia regna sovrana a braccetto con l’uomo. Un mondo quasi completamente robotizzato che, nel ciclone del progresso compulsivo, con il passare dei secoli ha perso determinati valori antichi.

Il passato è ancora presente nelle zone meno agiate ed è lì che si conservano ricordi e cimeli di epoche ormai perse. L’acciaio inghiotte sempre di più il verde e il colore dei raggi del sole sta lentamente sfumando dal giallo acceso al rosso sangue e tinge la Terra con toni più cupi e tetri.
Il ricco nuota nella polvere di stelle, mentre il povero nuota nella polvere delle terre desolate in cui è emarginato. L’acqua ha raggiunto il prezzo dell’oro e molti sono costretti a caricare tutti i loro averi sulle proprie navicelle spaziali a metano e cercare fortuna altrove. Fa sempre più freddo, il buio della notte sembra non avere mai fine e l’alba sembra non arrivare mai. Orde intere di terrestri fuggono via alla ricerca di un posto in cui poter ricominciare e, dopo varie avventure cosmiche, trovano un pianetino in cui far nascere una società ideale che dia la giusta importanza e i giusti limiti al passato e al progresso, senza che l’uno mangi l’altro, senza dimenticare quello che è stato e senza precludersi quello che sarà: un po’ come la musica dei 65daysofstatic che, ancora una volta, da il giusto rilievo alla buona e vecchia triade chitarra-basso-batteria e alla futuristica elettronica. Pezzi più strumentali si alternano a pezzi più elettronici, creando un perfetto equilibrio tra i “vecchi” attrezzi del mestiere e il sintetizzatore. Wild Light è un altro perfetto esempio di come la band di Sheffield riesca a mescolare attitudini Post-Rock con la musica elettronica in maniera perfetta e armoniosa.
L’album stimola la fantasia di chi ascolta, viaggia anche la mente alla ricerca di un posto migliore. Soprattutto con “Prisms” e “The Undertow”, tracce misteriose dell’album e ideali colonne sonore se si vuole andare a zonzo per lo spazio. Perla dell’album è sicuramente “Unmake the Wild Light” in cui si avverte benissimo il binomio rock/elettronica. Altro marchio di fabbrica che si ripete ancora una volta: l’assenza totale di voci. Quale modo più efficace di questo per rendere l’idea del vuoto cosmico e del silenzio totale dell’universo? Quello dei 65daysofstatic è un esperimento ben riuscito, sanno fondere alla perfezione generi ben distanti tra loro e il risultato è a dir poco brillante. Il tutto coronato dalla vittoriosa e luminosa “Safe Passage”, che ci fa pensare che i protagonisti della nostra avventura abbiano trovato quello che cercavano.

Un album tecnologico, ma non troppo, che gioca molto con la nostra immaginazione. Otto raggi di luce (dieci se contiamo le bonus track “Destructivist” e “Doxxx Yrself”) che trascendono la musica stessa, elevandola ad un altro livello. L’incontro perfetto tra passato e futuro.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qJEOWZpUIBQ[/youtube]

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