Menu

Recensioni

Arctic Monkeys – Am

2013 - Domino
rock/indie

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Do I Wanna Know?
2. R U Mine?
3. One for the Road
4. Arabella
5. I Want It All
6. No. 1 Party Anthem
7. Mad Sounds
8. Fireside
9. Why’d You Only Call Me When You’re High?
10. Snap Out Of It
11. Knee Socks
12. I Wanna Be Yours

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Scrivere una recensione sugli Arctic Monkeys non è mai facile, in quanto parliamo di una delle band più chiacchierate dell’ultimo decennio ma anche di una di quelle che ha diviso di più gli appassionati e non. Cercherò dunque di rivelare i contenuti del disco facendo una breve introduzione.

Ebbene vi ricordate quei quattro ragazzini di Sheffield? Quegli adolescenti che rimbalzavano continuamente su Mtv con l’acne che gli esplodeva in faccia? Si proprio loro! Quelli che il disco al debutto è stato il più venduto nella storia della Gran Bretagna…. Bene, ora che ci siamo ricordati possiamo dimenticarci di quel periodo legato alla loro entrata in scena come se fossero già delle star, e concentrarci su quello che è successo in seguito. Dopo infatti è arrivato Josh Homme, è arrivato Humbug e dopo ancora Suck It And See. I quattro ragazzini scalmanati sono cresciuti, hanno imparato molto e sopratutto hanno smesso di farsi le pippette di fronte ad Mtv. Così si sono dimostrati una delle band più prolifiche attualmente in attività. Am è infatti il quinto disco in studio di questa curiosa band inglese, per la cronaca il quinto in meno di un decennio. Dimenticatevi completamente delle sfuriate isteriche e dei poghi da Circolo Degli Artisti, i ragazzi di passi avanti ne hanno fatti evidentemente. Dalle prime note di “Do you wanna know” si avverte che il passaggio dall’ultimo lavoro al nuovo è stato limato per perfezionare un sound talvolta ancora acerbo. La prima avvisaglia era arrivata già nel 2012 con la pluriascoltata e presente “R U mine?” e le conferme ci sono tutte nel resto di Am. Sonorità nettamente più ricercate, combinazioni perfette del vecchio stile indie venato di Pop come in “One for the road” e nella fantastica “Arabella”.
Ogni tanto ritroviamo attacchi nevrotici ma decisamente più sedati in “I want it all”. Il perfezionamento arriva più diretto, con gli sprazzi della più pura psichedelia anni ’60 inserita in due due pezzi di notevole fattura (“No.1 party anthem”, “Mad Sounds”), e i Beatles ringraziano. Scorrendo le tracce si comprende quanto l’aiuto dei cori sia diventato fondamentale anche per Turner, che nei passaggi vocali solisti si dimostra di un equilibrio commovente, a tratti concedendo alla linea un calore che non c’era mai stato. La linea ritmica di “Fireside” non fa altro che confermare la tesi di una maturità artistica ormai raggiunta, il singolo “Why’ d you only call me when you’re high?” forse è l’unico pezzo che lascia un pò spiazzati, sinceramente lo definirei l’unica trovata davvero commerciale di tutto il disco. “Snap out of it” e “Knee socks” ricongiungono il disco e la band sulla giusta rotta precedentemente intrapresa, rock e sostanza, pochi cazzi e scusate la volgarità.
Per quanto mi riguarda la chiusura da sola vale mezzo disco: “I wanna be yours” è un pezzo che dall’inizio alla fine non lascia respiro, è il concentrato di tutto quello che è stato fatto, il piatto finale servito nel modo giusto in maniera fantasiosa, dopo non aver sbagliato quasi mai il dosaggio degli ingredienti.

Am è il risultato di esperienza e intelligenza, un’uscita dallo schema hypster degli ultimi tempi, un ritorno a sonorità che ci sembravano smarrite. Un disco che si consuma in breve fumandosi qualche sigaretta e gustando un buon whisky, senza pensare troppo se poi il risultato finale del tutto ci farà cagare. Am è un disco notturno, buono in eccitazione da sostanze stupefacenti o durante una sbronza che ci rallenta parecchio i riflessi. Il titolo non è l’abbreviazione del nome della band, non fatevi ingannare. In quest’album c’è tutta una notte, che vi potrà piacere o no, che vi potrà apparire lenta da passare o rapida e minimale, potrà essere una sveltina o quella di tutta la vita.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=bpOSxM0rNPM[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close