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Ceramic Dog – Your Turn

2013 - Northern Spy Records
jazz

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Tracklist

1. Lies My Body Told Me
2. Your Turn
3. Masters of the Internet
4. Ritual Slaughter
5. Avanti Popolo
6. Ain’t Gonna Let Them Turn Us Round
7. Bread and Roses
8. Prayer
9. Mr. Pants Goes to Hollywood
10. The Kid is Back!
11. Take 5
12. We are the Professionals
13. Special Snowflake

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A Marc Ribot in fondo piace fare rumore. Non che quando fa le cose in “silenzio” mi dispiaccia, il suo “Silent Movies” del 2010 è qualcosa di spaziale. Ma il punto è che quando il chitarrista di Newark vuole bucare i timpani sa farlo meglio di molti altri.

E così ritorna il suo trio Ceramic Dog, che con “Your Turn” raggiunge quota due lavori, entrambri allucinanti. Al suo fianco, as usual, il prolifico batterista Ches Smith (magari non confondetelo con l’altro Smith, questo è pazzo, e ha prestato le sue capacità ai Secret Chiefs 3 tra gli altri, oltre alla marea di suoi progetti in solitaria) e al bassista Shahzad Ismaily (che già abbiamo trovato al fianco del compagno di cerchio magico zorniano di Ribot Fred Frith). Dar loro dei ruoli ben specifici nel disco è comunque superfluo. Strumenti suonati: una caterva (Ribot si cimenta anche con la tromba e lo fa come fosse il suo strumento principale). Generi presenti sul disco: un macello, tra pezzi cantati e strumentali allucinanti. Il blues fosco e a tinte color sangue di “Lies My Body Told Me” con sequenze di chitarra atrocemente storte o l’elettronica medioriental-noise di “Masters Of The Internet” in cui la voce del leader non la manda a dire nemmeno a Thom Yorke (“consumers are our kings and queens/the masters of the internet/and we are happy little wandering minstrels/like Robin Hood or Radiohead”). Nessuna continuità, solo una spaventosa capacità di adattamento al genere, e così vai di funk bastardo che “quasi quasi ti vengono in mente i Beastie Boys” di “We Are The Professionals” e di reggae storto punteggiato da percussioni metalliche di “Ain’t Gonna Let Them Turn Us Round”. Non chiedetemi invece che ci faccia qui uno stralcio di “Avanti Popolo” poiché non saprei dirvi molto, invece godetevi il rumoroso tributo a Paul Desmond con una “Take 5” . A far capolino in mezzo ai tre cani di ceramica, se vi fa piacere, c’è anche Arto Lindsay che aggiunge sei corde al jazz sbronzo di “The Kid Is Back!” che nel refrain diventa Sinatra meets The Beatles.

Avanti Popolo che qui di roba ce n’è.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=UCiBDUcMVvQ[/youtube]

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