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Violacida – Storie Mancate

2013 - Infecta
rock/alternative

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Tracklist

1. Odio Quando Mi Guardi
2. Una Canzone Per Perdere Tempo
3. Occhi Belli
4. Dormire
5. Giusy
6. Il Quartiere
7. A Cinque Anni
8. La Bella Estate
9. La Ballata Degli Ostinati
10. Povero Cristo

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Se avessi avuto ancora sedici anni, probabilmente sarei uscito pazzo all’ascolto dei Violacida. Appena ho messo su Storie Mancate, mi sono tornati in mente i bei pomeriggi allegri con gli amici di quartiere, i primi album comprati con la paghetta in quel negozio di dischi che ormai non esiste più. Mi sono tornati in mente i vestiti assurdi che avevo indosso, che provocavano gli sguardi indiscreti della piccola città di provincia e sogni, quelli che forse non ho ancora del tutto riposto in un cassetto ammuffito. Ho ricordato le prime sbronze, e i primi compagni di quelle che sembravano trasgressioni esagerate.

I Violacida mi hanno riportato in una dimensione che avevo quasi dimenticato, quella felice e spensierata della mia prima adolescenza. Il loro è un pop rock semplice e ricco di immagini liete, accompagnate da melodie orecchiabili e trascinanti, testi ricchi talvolta di rabbia celata dietro un’eterna malinconia. “Odio quando mi guardi” ricorda molto gli ultimi Zen Circus, “Una canzone per perdere tempo” mi riporta senza molti dubbi ai primi lavori dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Ma più che soffermarsi sulle palesi influenze, i Violacida sono bravi a tessere un tessuto di storie narrate con grande intensità di testi e musica, come in “Occhi Belli” e nella splendida leggerezza di “Dormire”. “Giusy” è il classico reportage adolescenziale sul rapporto con la droga, efficace e diretto, alla maniera dei Prozac +. Il disco scorre via molto velocemente, ogni canzone parla a chi ascolta, e ognuno trova in queste Storie mancate anche qualcosa che parla di lui.  Sicuramente c’è qualche traccia di noi ne “Il quartiere”, quelli che oggi sono più attivi politicamente forse troveranno delle loro foto “A cinque anni”, dove apparivano arrabbiati e stufati. L’atmosfera idillica e poetica si riversa come un fiume in piena ne “la bella estate” prima degli accenti polemici de “La ballata degli ostinati”, un tema breve sulle problematiche della gioventù moderna, attanagliata dalla crisi e chiusa tra le quattro mura di un futuro che non esiste. La coda finale di “Povero Cristo” è una ninna nanna beatlesiana dei tempi migliori, una voce che arriva dritta dal nostro miglior passato, del quale non ci si libera mai facilmente.

I Violacida ritagliano le loro Storie mancate con semplicità ed efficenza, riuscendo a partorire un disco omogeneo e intessuto di esperienze di vita, narrate con disinvoltura e maestria, insieme ad un’architettura musicale dal sapore dolciastro da abbinare alla fine di un pasto, quando è il momento del dolce della casa, seguito da caffè e ammazzacaffè. I profumi di un’adolescenza diversa e sbiadita si percepiscono nitidi, mescolandosi allo smog delle cresciute province, diventate sempre più adulte, come belle ragazze che invecchiano in fretta.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BRxKSacZ9DE[/youtube]

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