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Ulcerate – Vermis

2013 - Relapse Records
sludge/death/metal

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Tracklist

1. Odium
2. Vermis
3. Clutching Revulsion
4. Weight of Emptiness
5. Confronting Entropy
6. Fall to Opprobrium
7. The Imperious Weak
8. Cessation
9. Await Rescission

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A due anni da “The Destroyer Of All”, album che aveva segnato un grandissimo passo avanti nel sound della band, finalmente vede la luce “Vermis”, prima uscita sotto Relapse per i ragazzi di Auckland.

Premetto che, similmente a quanto accade con i lavori degli australiani Portal, descrivere a parole un disco degli Ulcerate è diventata un’ impresa abbastanza ardua vista la componente claustrofobica e a volte impenetrabile che caratterizza le loro ultime evoluzioni sonore.
Questo nuovo disco, come sempre registrato e prodotto dal batterista Jamie Saint-Merat (che ne ha curato anche tutto l’aspetto grafico), evolve ancora di più le caratteristiche del precedente lavoro, in cui la pesantezza e il nichilismo del death-metal si fondono alle atmosfere claustrofobiche di un certo post-core di scuola Neurosis.
Il tutto è diventato ancora più compatto: ogni brano è un viaggio asfissiante in un magma sonoro fatto di dissonanze chitarristiche, cambi di tempo continui e una batteria che non lascia tregua.
In mezzo a tutto questo spuntano, a dare qualche attimo di respiro, stacchi quasi jazzati e rallentamenti (come nel finale della title-track) che senza stemperare la tensione mantengono intatta quell’atmosfera grigia e catastrofica.
In brani come “Clutching Revulsion”, “Confornting Entropy” o la delirante “The Imperious Weak” il lavoro delle chitarre risulta davvero impressionante, accompagnato da una incredibile prova di Jamie Saint-Merat dietro le pelli, impeccabile come sempre per tecnica, precisione d’esecuzione e freschezza compositiva.
La durata media dei brani è sempre molto alta (siamo sui sette minute circa) ma è rarissimo trovare qualche momento di stanca, merito questo della abilità dei tre musicisti nella costruzione dei brani che necessitano comunque di numerosi ascolti per esser compresi appieno.

L’attesa per questo “Vermis” era molto alta e la sfida che aspettava i neozelandesi era davvero ardua, non solo per capire se la band sarebbe riuscita a eguagliare un disco come “The Destroyer Of All” (la mancanza dell’effetto sorpresa fa’ si che “Vermis” si piazzi dietro a quest’ultimo veramente di pochissimo), ma anche per la quasi contemporanea uscita del nuovo incredibile lavoro dei Gorguts, da sempre band di riferimento per il genere.
Per noi la sfida è superata e “Vermis” si piazza direttamente come uno dei dischi dell’anno in ambito metal.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=TDdTdDUzqsc[/youtube]

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