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CALIBRO 35 – Latteria Artigianale Molloy, Brescia, 29 novembre 2013

c35

Vedere i Calibro 35 dal vivo non è solo assistere ad un concerto. Dal vivo loro descrivono una storia, puntata per puntata, e ti portano passo passo in un ambiente che senza persone così sarebbe perduto. Ti fanno capire cosa sono i polizieschi, cos’erano gli western, cosa prova un detective in borghese che passa, col suo impermeabile stretto, nel peggior quartiere della peggior città possibile. Ti danno indicazioni sul come approcciare la bionda scollata, vestita di rosso, che sorseggia il drink al bancone, se mai ne incontrassi una.
Sono ragazzi semplici, lo vedi da subito, sui quali forse nemmeno scommetteresti un granché, eppure appena cominciano a suonare capisci che non andargli appresso sarebbe impossibile. Ti muovi, balli, ciondoli, viaggi, canti. Canti, persino, quei pochi suoni umani di una musica che non prevede testi, che non ne ha bisogno.
Sono tanto magici, tanto magnifici, che non possono che suonare in una serata perfetta: il clima nel locale, umano e ambientale, è ideale. C’è il gran pubblico ma non la ressa, i suoni sono così in equilibrio tra loro che si pare non crederci, i musicisti riescono a suonare come davvero si vede fare troppo di rado, è tutto splendido.
Fa bene al cuore vedere un gruppo italiano suonare e coinvolgere a questo livello ed il pubblico lo sa bene: a fine concerto applausi, urla e fischi fanno capire che non si è gli unici ad avere apprezzato molto al di sopra della media un’esibizione che rialza decisamente il livello musicale della penisola.
Un viaggio incredibile, grazie.

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