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MELT YOURSELF DOWN – Cinema Lumière, Pisa, 13 dicembre 2013

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I Melt Yourself Down sono tra le band più eccitanti dell’anno. In una inebriante fusione tra world music, funk di nuova generazione e afro-beat viscerale (african future rock jazz-tinged tribal pop come fosse antani) che unisce almeno tre continenti abbattendo generi e confini. Questo supergruppo afrocentrico e con base londinese con il loro disco d’esordio omonimo (autoprodotto) è ovunque e con ogni ragione segnalato dalla critica musicale internazionale come una delle rivelazioni dell’anno. Il nome della band già svela molto ai più attenti, citando l’omonimo disco disco del 1986 di James Chance & The Contorsions e indicando così autorevolissimi precursori; come se non bastasse, li precede una fama di grandi performer live che è facilmente verificabile attraverso i vari video dei loro concerti presenti in rete ed ogni ulteriore merito per questa nuova conferma concessa va agli organizzatori di una serata inusuale al Cinema Lumière di Pisa, location caratteristica per un evento che anticipa in grande stile temi e contenuti del prossimo TheSoulSideFestival 2014.

Togliendosi dalla testa intellettualismi che è bene destinare al giorno dopo e con un repertorio limitato alle canzoni contenute nel loro per ora unico album, i Melt Yourself Down ci mettono il tempo di qualche canzone a riscaldare tutto&subito un pubblico sbalzato in un amen dai pur convincenti arrangiamenti dei toscani e affini felakutiani Sonalastrana alla più radicale furia divertita, liberatoria e sostenibilmente spaccona dei loro groove etnici, aprendo con l’assalto esuberante e vitalistico di We Are Enough e un salto giù dal palco quasi immediato di 3/6 della band (che si ripeterà). Musica per il corpo dunque, e la platea si scioglie convincendosi dell’opportunità di lasciarsi andare a balli sfrenati godendo della rassegna del resto del disco; poi si divertono a rimodulare i toni con la suadante Free Walk in odore di Morphine, che coinvolgendo anche con alchimie più compassate rende manifesto il talento non circostanziale della band.

Se con l’impetuosa e vagamente psichedelica Fix My Life avviluppata entro convulsi sibilli elettronici si compie il tripudio a cui i presenti sono stati completamente avvinti nell’ultima mezz’ora di musica, è con il trascinante bis a repertorio già esaurito e di pura improvvisazione che si evince tutto il potenziale di una band affiatatissima che al momento non corre il rischio ripetersi e stancare i fan, visto che i presenti avvolgerebbero volentieri il nastro della serata da capo, benché i disponibilissimi Melt Yourself Down del post-concerto siano ormai fuori dal locale a confondersi tra la folla, esausti e appagati. Succede così quando si sale su un palco per divertirsi e divertire; quando poi si ha tanto talento non è impossibile trasformare un cinema sui lungarni pisani in una eccentrica dance hall dal trasporto carioca, che ammicca contemporaneamente a Lagos e New York. Applausi se tutto questo succede in un’ora e mezzo.

Con la collaborazione  di Andrea Mellace

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