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Aspirante Vedovo, di Massimo Venier


Scheda

Titolo originale: id.
Regia: Massimo Venier
Soggetto: Sonego, Carpi, Risi
Sceneggiatura: Venier, Chiti, Pellegrini
Fotografia: Zorini
Suono: Bianchi
Montaggio: Di Mauro
Nazione: Italia
Anno: 2013
Genere: Azione
Durata: 84’
Sito Internet:
Cast: Fabio De Luigi; Luciana Litizzetto; Roberto Citran, Nini Bruschetta, Bebo Storti, Alessandro Besentini
Uscita: 10 ottobre 2013
Produzione: Ibc, Rai Cinema
Distribuzione: 01
Voto: 4

Alberto Nardi è un giovane imprenditore che passa di fallimento in fallimento e che è sposato con Susanna Almiraghi, una facoltosa miliardaria che lo ricopre di offese ma al tempo stesso lo aiuta ogni volta che ha bisogno di ripianare i propri debiti. Quando l’aereo sul quale viaggia Susanna precipita, per Alberto si apre la possibilità di essere finalmente libero.

Dimenticate il film del 1959 di Dino Risi, al quale quest’ultima fatica di Massimo Venier è liberamente ispirata. In quel caso a far le veci di De Luigi e della Litizzetto c’erano rispettivamente Alberto Sordi e Franca Valeri e possiamo solo dire che la differenza c’è, si sente, è viva, palpabile e presente come l’inadeguatezza dell’interpretazione dei due nuovi protagonisti, ingessati in macchiette dove: l’Alberto Nardi interpretato da De Luigi pare uscito da un episodio di ‘Love Bugs’ mentre la Susanna Almiraghi della Litizzetto è un incrocio fra Adolf Eichmann di fronte a un gruppo di ebrei, e una incursione dell’attrice Torinese a ‘Che tempo che fa’, con Fabio Fazio rigorosamente escluso. Per il resto il film di Venier è pieno di altre macchiette come quella del vescovo interpretato da Bebo storti sino alla famiglia dell’amante di Alberto, interpretata da Cinzia Fornasier, una pellicola che però trova un protagonista curioso e inatteso nel comico Ale, per una volta in solitaria senza il suo ‘gemello artistico’ Franz, capace di reggere da solo la scena nel ruolo di Stucchi, il tuttofare di casa Almiraghi-Nardi. Una pellicola che quindi nel complesso ha trovato solo una libera e vaga ispirazione in quella di Risi e che può essere velocemente archiviata nel ‘magazzino delle cose da perdere di vista possibilmente nel più breve tempo possibile’.

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Alberto Nardi è un giovane imprenditore che passa di fallimento in fallimento e che è sposato con Susanna Almiraghi, una facoltosa miliardaria che lo ricopre di offese ma al tempo stesso lo aiuta ogni volta che ha bisogno di ripianare i propri debiti. Quando l’aereo sul quale viaggia Susanna precipita, per Alberto si apre la possibilità di essere finalmente libero.

Dimenticate il film del 1959 di Dino Risi, al quale quest’ultima fatica di Massimo Venier è liberamente ispirata. In quel caso a far le veci di De Luigi e della Litizzetto c’erano rispettivamente Alberto Sordi e Franca Valeri e possiamo solo dire che la differenza c’è, si sente, è viva, palpabile e presente come l’inadeguatezza dell’interpretazione dei due nuovi protagonisti, ingessati in macchiette dove: l’Alberto Nardi interpretato da De Luigi pare uscito da un episodio di ‘Love Bugs’ mentre la Susanna Almiraghi della Litizzetto è un incrocio fra Adolf Eichmann di fronte a un gruppo di ebrei, e una incursione dell’attrice Torinese a ‘Che tempo che fa’, con Fabio Fazio rigorosamente escluso. Per il resto il film di Venier è pieno di altre macchiette come quella del vescovo interpretato da Bebo storti sino alla famiglia dell’amante di Alberto, interpretata da Cinzia Fornasier, una pellicola che però trova un protagonista curioso e inatteso nel comico Ale, per una volta in solitaria senza il suo ‘gemello artistico’ Franz, capace di reggere da solo la scena nel ruolo di Stucchi, il tuttofare di casa Almiraghi-Nardi. Una pellicola che quindi nel complesso ha trovato solo una libera e vaga ispirazione in quella di Risi e che può essere velocemente archiviata nel ‘magazzino delle cose da perdere di vista possibilmente nel più breve tempo possibile’.

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