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Billie Joe Armstrong & Norah Jones – Foreverly

2013 - Reprise
folk

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Tracklist

1.Roving Gambler
2.Long Time Gone
3.Lightning Express
4.Silver Haired Daddy Of Mine
5.Down In The Willow Garden
6.Who’s Gonna Shoe Your Pretty Little Feet
7.Oh So Many Years
8.Barbara Allen
9.Rockin’ Alone (In An Old Rockin’ Chair)
10.I’m Here To Get My Baby Out Of Jail
11.Kentucky
12.Put My Little Shoes Away

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All’inizio ero scettica, molto scettica. Una collaborazione tra Billie Joe Armstrong e Norah Jones non riusciva a convincermi molto. Da una parte c’è lui, uno dei miei primi amori musicali adolescenziali per cui provo ancora un certo affetto ormai legato a ricordi liceali. E dall’altra parte c’è lei, icona pop-smooth jazz la quale non ha mai suscitato in me grande interesse. Due mondi diversi che hanno collaborato per un disco. Per di più un disco country.

La vicenda lascia perplessi. Ma prima di arrivare a conclusioni affrettate, concediamogli qualche ascolto. Si tratta di un tributo a “Songs our daddy taught us” degli Everly Brothers, un disco del 1958 in cui i due fratelli reinterpretarono in chiave country alcune canzoni tradizionali americane, omaggiando così le proprie origini e certi valori del passato. “Foreverly” è quindi un tributo ad un altro tributo, che esprime lo stesso messaggio che Don e Phil Everly cercarono di comunicare più di cinquant’anni fa: in una società in continuo cambiamento e senza riferimenti, dobbiamo sempre ricordarci chi siamo e del bagaglio culturale che portiamo con noi in valigia. In un mondo alla deriva abbiamo perso ormai alcuni elementi importanti che molto spesso vengono sottovalutati in nome di qualcosa di più fittizio, qualcosa che spacciamo per “valore” ma che valore non è. “Songs our daddy taught us” è attuale, più di quanto possiamo pensare: il leader dei Green Day e la Jones hanno voluto ricordarcelo e non potevano scegliere periodo storico migliore. In un vortice di falsi buoni esempi e generazioni bacate, occorre recuperare determinati sentimenti. Niente di moralista e di puritano. “Foreverly” è una ricerca di cose più semplici che magari ci aiuterebbero a sentirci meno divisi all’interno, un po’ meno persi e un po’ più felici. D’altronde il futuro non è niente senza il passato. Tutto ciò è rigorosamente in chiave country e non è proprio un genere facile da apprezzare. Ammetto che qualche sbadiglio ogni tanto c’è. Ma nel complesso, non è così noioso. è molto leggero e le voci dei due si mescolano bene. Si rimane abbastanza fedeli al disco dei fratelli Everly, non si esagera mai rispettando appunto il lavoro originale. Suoni chiari e cristallini, nulla di particolarmente complesso. Certo, non è una vera genialata musicale e credo che lo scopo sia stato principalmente, come ho detto prima, cercare di recuperare e di riportare in scena certi concetti, valorizzando le proprie radici. E la musica è uno dei metodi più efficaci per comunicare, un linguaggio universale.

“Foreverly” è un tuffo nel passato che cerca di rendere eterna la semplicità. Cosa che stiamo perdendo alla velocità della luce.

“Niente fa rivivere il passato più intensamente di un odore che una volta vi era associato.” (Vladimir Nabokov, Maria, 1926)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0R_rhdglVBk[/youtube]

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