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Against Me! – Transgender Dysphoria Blues

2013 - Total Treble Music
punk/rock

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Tracklist

1.Transgender Dysphoria Blues
2.True Trans Soul Rebel
3.Unconditional Love
4.Drinking With the Jocks
5.Osama Bin Laden as the Crucified Christ
6.FUCKMYLIFE666
7.Dead Friend
8.Two Coffins
9.Paralytic States
10.Black Me Out

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Cara Laura Jane Grace (ei fu Tom Gabel),
se avevi voglia di raccontarci i tuoi trascorsi, la tua vita da transgender che fin dall’infanzia ha capito di vestire i panni di una persona che non apparteneva a se stessa, potevi almeno provare a farlo attraverso un album decente, non con questo evidente aborto dozzinale e pieno di rimandi al nulla cosmico che attraversa la vita degli attuali Against me!.
Ma come? Attraversi un periodo di profondo cambiamento, approdi ad una nuova sensibilità artistica e ti “re-inventi” un ruolo che più senti tuo e la prima cosa che fai è la cazzata di farti sfanculare da Butch Vig? L’unico in grado di tenere in piedi il baraccone appena uscito dall’occhio del ciclone? E New Wave? E White crosses? Non ci vorrai mica far credere che tutto quel ben di dio sia figlio del tuo talento? No, perché a sentire quello che hai combinato su questo Transgender Dysphoria Blues, possiamo tranquillamente affermare che tu sia riuscita ad ottenere esattamente il risultato contrario. Ti salva la natura, beffarda, che ti ha dato quella voce lì, ma per il resto le “tamburellate” di Talking transgender dysphoria blues non ingannano nessuno. Annotiamo, per dovere di cronaca, il fatto che, fondamentalmente, non me ne fotte nulla di quello che sta accadendo al tuo corpo, non è certo una giustificazione per evitare di smantellare l’insulso lavoro che ho appena ascoltato.
Forse, e dico forse, hai dimenticato di aggiungere qualche coretto gospel, qua e là nelle 10 tracce del disco, perché per il resto c’è praticamente tutto – antipasto, primo, secondo e contorno – manca l’ammazzacaffè, il dolce neanche te lo nomino perché favorirebbe giorni e giorni di diarrea osmotica dopo tanta acidità. Sta bene il punk-rock, dozzinale anche quello, di True trans soul rebel e di Dead friend, è un po’ questo il vostro mood classico, ma come pretendi che io mi faccia passare sotto il naso il fasullo tentativo hard-rock di Osama Bin Laden as the crucified Christ? E, ancora peggio, come lo volevi impostare il discorso per Two coffins? Sta bene in mezzo ad un concerto di tre ore (non ricordo se gli Against me! siano mai arrivati a tanto), ma per quel che mi riguarda quella chitarra potevi anche fiondarla tra le fiamme a metà brano, dopo un minutino scarso o anche 30 secondi di ascolto. La “vasta gamma” di variazioni si chiude con il simil-AOR di Black me out, struggente ballatona rock che da l’amen a questo prodotto da bancarella. Dimenticavo la ciliegina sulla torta: il “blues” intraversato nel titolo è il colpo da manuale, magari qualche pseudo-appassionato del genere ci casca e la mano nel portafogli ce la mette.
A questo punto perché non mettere sulla copertina frontale il numero 46 di un bel giallo fluorescente, magari freghi anche i fans di Valentino Rossi.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=5kZPISrHCDA[/youtube]

 

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