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Il Diario Dell'Antigenesi

Slander, Andrea Romeo, Amanita Phalloides: Il Diario Dell’Antigenesi #24

Questa rubrica vuole essere un diario, una raccolta di pensieri, emozioni e suggerimenti su ciò che ci colpisce dei gruppi emergenti. Demo, EP, first release, MP3, tracce singole, bandcamp, myspace, e-mail. Tutto fa brodo e armonia per riempire queste pagine con nomi di progetti sconosciuti o anomali. Ci piace semplificare il tutto e mettere in collegamento realtà, persone e pensieri. Un percorso anomalo e brutale che non tiene conto delle tradizioni e del giudizio conforme. Come un’abiura della genesi, vogliamo prendere strade evolutive e di pensiero anarchiche e indipendenti, per seguire la nostra ricerca di forme artistiche nuove, che muovono i primi passi nel caos della creatività.
Se volete segnalare il vostro materiale potete mandare una mail a: antigenesi@impattosonoro.it . Vi avvertiamo che tutto ciò che ci arriverà passerà esclusivamente per la scimmietta pesca voti. Siete avvertiti.

A cura di Fabio Gallato.

Slander – Slander (Autoproduzione, 2013)
slanderFin dalla copertina – ignorantissima e vividamente old school – del loro ep d’esordio, gli Slander prendono a schiaffoni tutte quelle sofisticate (si fa per dire) lagne screamo che ultimamente sentiamo provenire da ogni parte della penisola. 5 sassate assassine in pieno stile hardcore-metal, violenti e precise quanto basta per viaggiare dritte a rotta di collo e lasciare più di un livido in un men che non si dica. Perfino quando dopo il caos selvaggio di “Scavenger” (bissato alla grande in “The Talking Dead”) i nostri si lasciano tentare e sul finire di “Gray Sugar Bile” e della conclusiva “Atoned For” si regalano quella coda post-rock che non ti aspetti, lo fanno con una faccia talmente tosta e stronza da passarla liscia e strappare un OK convinto anche al più integralista degli appassionati. Promossi, e pure con la lode.

Andrea Romeo – Need For Expression (Autoproduzione, 2013)
andrearomeoÈ tra sospiri ambient, stoccatine post-rock e carezze da chamber music che si sviluppa “Need For Expression”, ottimo lavoro interamente strumentale del compositore veneto Andrea Romeo, bravo a tracciare un viaggio romantico e appassionante fatto di 9 piccole incursioni in territori ora algidi e soffusi (“Path Of Light”, “Another Day”), ora più tiepidi e accoglienti (“Memories In Motion”). Il pianoforte la fa spesso da padrone, non a volte senza però cedere il passo ad un uso intelligente di synth ed elettronica, che colorano di sfumature più psichedeliche il solenne lavorio dei tasti. Forse un po’ troppo monotono l’incedere dei brani, quasi sempre costruiti su di un gioco in crescendo, ma è un peccato tuttavia trascurabile a fronte del coinvolgimento emotivo che “Need For Expression” sa regalare senza pause significative.

Amanitha Phalloides – Amanita Phalloides (Dreamingorilla Records, 2014)
a4099889980_2Elettronica allucinata per captare e riprodurre le vibrazioni della natura e della terra: è proprio questo lo scopo degli Amanita Phalloides – non a caso il nome di un fungo? – duo ligure capace di uno space ambient che sa coinvolgere e scaldare nonostante l’algida distanza delle sue sonorità tipicamente digitali. L’omonimo ep di debutto, il primo di una trilogia, svolge in 5 episodi il tema del rapporto spirituale e trascendentale tra uomo e natura, quest’ultima qui descritta in un marasma di droni avvolgenti, synth acidi, inserti psichedelici e qualche deriva kraut a mimarne la monolitica grandiosità da un lato e l’impercettibile e costante movimento dall’altro. Difficile in realtà pronunciarsi sull’effettiva riuscita del concept, ma in attesa dei restanti passi della trilogia le sensazioni sono senz’altro positive.

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