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Gorguts – Colored Sands

2013 - Season Of Mist
death-metal

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Tracklist

1. Le Toit Du Monde
2. An Ocean Of Wisdom
3. Forgotten Arrows
4. Colored Sands
5. The Battle Of Chamdo
6. Enemies Of Compassion
7. Ember's Voice
8. Absconders
9.Reduced To Silence

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I canadesi Gorguts sono, insieme ai conterranei Voivod, senz’altro da annoverare nella cerchia dei gruppi che nonostante problemi, tragedie personali (come il suicidio del drummer Steve McDonald) e sfortune continue, restano da sempre duri a morire.
Dopo esser stato scaricato dalla Roadrunner nel periodo in cui questa gettò al vento tutto il suo catalogo metal per dedicarsi al nuovo corso fatto di crossover, metal-core e amenità varie, Luc Lemay si attorniò di una nuova formazione e ne uscì quel capolavoro assoluto che fu “Obscura”, vera pietra miliare che segnò un netto passo avanti e un nuovo metro di paragone per il metal estremo in generale.

Cervellotico, ostico, tutt’altro che immediato e originalissimo (merito soprattuto dell’eclettico chitarrismo di Steve Hurdle), all’epoca nessuno comprese il vero valore di quel disco e dopo il successivo “From Wisdom To Hate”, buono ma non all’altezza del predecessore, la band si sciolse.
Quando il progetto Negativa sembrava poter continuare ed evolvere il discorso fatto con “Obscura” fu la morte di Hurdle a porre fine a ogni speranza.
Dopo anni di promesse, voci e dicerie, vede finalmente la luce questo nuovo album dei nuovi Gorguts, che si presentano questa volta con una formazione d’eccezione: oltre al buon Luc troviamo Colin Marston al basso (Behold…The Arctopus, Krallice) e Kevin Hufnagel alla chitarra (Vaura), entrambi già nei Byla e Dysrhythmia. Dietro le pelli siede John “Prezzemolino” Longstreth (Angelcorpse, Origin, Dim Mak, Red Chord, Exhumed, Skinless ecc).
Se con queste premesse per qualcuno poteva esserci un rischio altissimo di veder stravolto il suono tipico della band, era però altrettanto probabile aspettarsi un lavoro di altissima qualità.
“Colored Sands” infatti si piazza di diritto come la migliore uscita del 2013 in campo death-metal e non solo.
Sin dai primi secondi della iniziale “Le Toit Du Monde” si nota come le atmosfere siano rimaste quelle dei bei tempi, mentre il sound si fa più moderno e chirurgico, merito della ottima registrazione curata del “solito” Pierre Remillard e al lavoro di mixing/mastering svolto da Marston, che lo allontana dai soliti stilemi del genere.
Con “Ocean Of Wisdom” arriviamo a uno dei brani migliori dell’album, soprattutto nella parte centrale, psichedelica e aliena; sugli stessi livelli troviamo la successiva e contortissima “Forgotten Arrows” scritta da Marston e caratterizzata da un finale devastante.
La media dei brani raggiunge quasi i sette minuti ma grazie a una grande capacità compositiva e all’utilizzo di soluzioni inusuali l’astina dell’interesse rimane sempre altissima, come nella title-track “Enemies Of Compassion”, la conclusiva “Reduced To Silence” o “Ember’s Voice”, in cui dissonanze chitarristiche si mescolano a precisi blast-beat e stacchi di scuola quasi math-core.
Se con “The Battle of Chamdo”, strumentale per soli archi, il disco si divide idealmente in due metà, con “Absconders” (composta da Hufnagel) arriviamo all’episodio più lungo di “Colored Sands”, che con i suoi nove minuti ci porta in un lento labirinto, pesante e asfissiante in cui veniamo abbandonati.

Non c’è ombra di dubbio quindi che “Colored Sands” possa diventare un esempio perfetto di come abbia ancora senso parlare di evoluzione in un genere come il death-metal. I Gorguts dopotutto sono stati i principali artefici della destrutturazione e rinascita di questi suoni, e sta a loro e a pochi discepoli (Ulcerate, Portal, Aevangelist tra i vari) il compito di continuare su questa strada.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=biJCVVaHhUI[/youtube]

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